Saggio

Un libro per le feste del Natale

Un libro da leggere durante i giorni del Natale. Un libro che ci concilia e ci riavvicina alla buona scrittura e, di contro, alla buona parola.

testo e foto di Davide Torri

20/12/2018
3 min

Vorrei, per mantenere una sana abitudine, consigliare un libro da leggere durante i giorni del Natale. Lo faccio proprio mentre fuori, timidamente, comincia a scendere la neve e non può che essere un buon auspicio per questo suggerimento. Un libro che ci concilia e ci riavvicina alla buona scrittura e, di contro, alla buona parola. Che Dio sa come abbiamo bisogno, oggi,  di parole buone, parole buone che sostengano la gentilezza e scaccino la cattiveria che i più già avevano ma tenevano, per pudore, nascosta.

Il libro che vorrei aveste sulla vostra tavola, più del panettone alla papaya e della mostarda di marroni, è Settembrini, Vita e opinioni[i] di Leo Tuor: ce ne sono in giro solo 500 copie ma potete anche farcela vista la scarsa conoscenza, al di qua delle Alpi, di questo autore. Dello scrittore/cacciatore svizzero Leo Tour abbiamo già parlato qualche tempo fa su altitudini.it . Scrive in romancio sursilvano, lingua parlata da un paio di migliaia di persone e, in Italia, i suoi libri sono tradotti in modo eccellente. In effetti mi capita, sempre più spesso, di leggere libri di autori italiani a cui, forse, servirebbe un buon traduttore come è Walter Rosselli che ha preso l’impegnativo compito di portare a noi la complessa e cupa lingua delle montagne grigionesi.

Dopo Giacumbert Nau e Caccia allo Stambecco con Wittgenstein è arrivato in Italia il terzo libro di Leo Tuor che se, con quel nome, ci sembra già simpatico è un personaggio ostico e ruvido, non fosse altro per la durezza con cui porta avanti alcune battaglie[ii] che definire da montanaro è riduttivo.

Settembrini, Vita e opinioni è un trattato sulla caccia, sulla magia, sulla filosofia e sulla poesia o, come dice l’autore “la storia dei miei zii gemelli, Gion Battesta e Gion Evangelist Silvester, chiamati, quando non erano entrambi presenti, Settembrini, cacciatori di camosci, ammiratori del cielo e letterati” o, ancora, più semplicemente una serie di piccole perle dove, sempre Tuor: “mi auguro che l’identità di molti  Autori che mi sono stati maestri risulti evidente”[iii]. Tutto in poco meno di duecento pagine –stampate però su carta elegante- dove, come già negli altri libri di Tuor, ha senso anche la disposizione fisica del testo.
Ovviamente è un libro consigliato a chi ama la caccia, a chi la pratica ma come se “ fosse un gentiluomo”, ma anche e soprattutto a chi non la ama, a chi vede nella caccia qualcosa di primitivo e disumano (ma il tipo di caccia che pratica e scrive Leo ha a che fare con le storie e questo affascina anche chi non la pratica). A me piace leggere storie di caccia, non amo la caccia ma sono sicuro che ci siano cacciatori gentiluomini e in effetti ne conosco uno in Valsesia e, persino, un altro in Bergamo.

Settembrini, Vita e opinioni parte con un caldo giorno del 1509, in cui Erasmo da Rotterdam valica lo Spluga, e termina ai giorni nostri dove, dopo un incendio, “i vigili del fuoco, i vigili delle ossa e i vigili normali hanno rovistato tra le rovine e non hanno trovato un solo osso”. E in mezzo un fuoco di artificio della parola e della scrittura, buona ovviamente, tra versi da cantare in falsetto, goedi da aprire, donne preferite – non Diana  – ma

“Agrippina Minore,
pronipote di Augusto,
figlia di Germanico,
sorella di Caligola,
nipote e consorte di Claudio,
mamma di Nerone”
preferita dallo Zio Battesta
e, ovviamente, gaurdiacaccia.

Un libro che, sicuro, se lo leggerete nella notte di Natale vi renderà più buoni. E vi farà dimenticare la Messa di Mezzanotte e le tante pellicce in mostra per l’occasione (di certo da animali che non hanno conosciuto gentiluomini).

________________

[i] una delle cose fastidiose, in Italia e forse altrove, è la non consequenzialità nella pubblicazione di libri di autori stranieri: nel caso di Leo Tour Giacumbert è il primo di una trilogia che vede Settembrini come terzo capitolo. E il secondo? Occorre sapere il romancio. Sursilvano però.
[ii] www.lr-grt.ch
[iii] anche se i capitoli dove “gli autori devono restare anonimi” appaiono veramente eccezionali.

Un libro consigliato a chi pratica la caccia come se “fosse un gentiluomo” e soprattutto a chi non la ama, a chi vede nella caccia qualcosa di primitivo e disumano.

Davide Torri

Insegnante di educazione fisica. Da diversi anni promuove iniziative dedicate alle terre alte (e anche alle montagne di mezzo). Ha prodotto documentari e spettacoli teatrali, organizzato convegni, incontri, mostre, costruito progetti di microeconomia alpina, pubblicato saggi e ricerche: il tutto dedicato alle montagne e alla gente che sopra ci vive (in pace). Collabora con altitudini da molto tempo.


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

Quel sole me lo ricorderò per tutti i giorni che scorreranno sulla filigrana delle... Quel sole me lo ricorderò per tutti i giorni che scorreranno sulla filigrana delle mie emozioni......

Non trovo spiegazioni, non ci sono spiegazioni. Così rimane lì sospesa da qualche parte... Non trovo spiegazioni, non ci sono spiegazioni. Così rimane lì sospesa da qualche parte nella mente, ogni tanto riaffiora e poi ritorna subito al...

Prologo Il rifugio Arp d’estate è il punto di partenza per le escursioni verso le... Prologo Il rifugio Arp d’estate è il punto di partenza per le escursioni verso le punte e gli innumerevoli laghi circostanti.  In inverno meta di...

Di poesia non ce n’è mai abbastanza. Di quella che ci apre al mondo... Di poesia non ce n’è mai abbastanza. Di quella che ci apre al mondo con occhi non miopi poi ne avremmo bisogno tutti i...

Questo viaggio mi ha insegnato quante cose la nostra vita ha in comune con... Questo viaggio mi ha insegnato quante cose la nostra vita ha in comune con un corso d’acqua: l’inizio, la crescita, le esperienze positive, gli...

Giancarlo e Gabriele «Quanto manca papà?» «Poco, cinque minuti». «Sono stato bravo papà?» «Si, sei bravissimo». «Ti voglio bene... Giancarlo e Gabriele «Quanto manca papà?» «Poco, cinque minuti». «Sono stato bravo papà?» «Si, sei bravissimo». «Ti voglio bene papà». «Anch’io ti voglio bene». «Io di più». «Perché non fai la guida...

La sveglia suona che fuori è ancora buio. Fa piuttosto freddo anche se siamo... La sveglia suona che fuori è ancora buio. Fa piuttosto freddo anche se siamo solo a metà settembre. Getto uno sguardo nell'angolo della stanza dove...

Dal finestrino del furgon, nel sottobosco ai bordi della pista, vedemmo una vipera dal... Dal finestrino del furgon, nel sottobosco ai bordi della pista, vedemmo una vipera dal corno. Il guidatore l'aveva vista chissà come e aveva inchiodato,...

È possibile ritrattare la storia dell’alpinismo e riscriverne una nuova? Nel saggio “Controstoria dell’alpinismo”... È possibile ritrattare la storia dell’alpinismo e riscriverne una nuova? Nel saggio “Controstoria dell’alpinismo” appena pubblicato da Laterza, Andrea Zannini prova a farlo raddrizzando...

«Era il 1963, mese di luglio», inizia così in una piovosa serata d’autunno il... «Era il 1963, mese di luglio», inizia così in una piovosa serata d’autunno il racconto di mio padre che riguarda un luogo da noi...