La Montagna ai tempi dell’Insofferenza

Smise di piovere che eravamo in vista del rifugio, in un fine settimana dalle previsioni...

testo e foto di Giovanni Busato

Tuffo nella nebbia
20/10/2017
4 min

Smise di piovere che eravamo  in vista del rifugio, in un fine settimana dalle previsioni senza scampo, delle sagome strane tra la nebbia, gli sci di traverso sullo zaino; all’imbrunire l’ombrello aperto gettava sulle figure un cono d’ombra che il gestore allungò il collo fuori dalla finestra per capire bene cosa o chi arrivasse.
Poi sul tavolaccio, all’ingresso:

“Dove andate?”
“Lassù…”, “Domani…”
“Domani è brutto”
“Perché? Finora?”

Nel rifugio non c’era nessuno, il gestore era salito dal paese ad aprire a una compagnia che poi non si era vista a causa del maltempo; alla nostra vista prese una bottiglia di vino e tre bicchieri e ci raccomandò: “Non prendete mai un rifugio!”
Bevevamo in una nube di vapore quando uscì dalla cucina con una enorme padella di pasta, la poggiò nel centro della tavola, mentre noi si apparecchiava la tavola.
Mangiammo in fretta; ogni tanto rimbombava un tuono dal suono metallico e penetrante; si sentiva distintamente la pioggia battere sul tetto di lamiera e, più ovattata, sul portico di legno mentre lampi illuminavano la montagna.
Il chiarore improvviso di ogni fulmine illuminava forme di strani animali, o forse anime dannate che si aggiravano nelle notti di tempesta per poi sparire al mattino.
Il mattino dopo infatti tutto era scomparso nella nebbia che avvolgeva ogni cosa.

“Attenti!” ci gridò il gestore, memore delle ore passate a suonare la campanella del rifugio per ricondurre i dispersi vaganti sulle morene, quando non a recuperarli in parete con la brina negli occhi.
Intanto si sale, con la leggerezza di chi, in ogni momento, accampando buon senso, esperienza, vecchiaia, potrebbe girare i tacchi;

– e invece ora abbiamo gli sci sullo zaino, i ramponi ai piedi e la piccozza in mano; le gocce di condensa scivolano dal casco sul collo e si mescolano col sudore e l’andatura aumenta tanto che all’uscita da uno stretto colatoio ci ritroviamo appoggiati rantolanti sulle piccozze.

Logo Blogger Contest2017_300x175
Le rocce sono scomparse e con loro ogni riferimento, il vento si è alzato ma questa nebbia irreale rimane al suo posto.
Tuffo nella nebbia. In sosta da qualche parte.
Tuffo nella nebbia. In sosta da qualche parte.

“Ma dove cazzo corri??”
“Io?? Ma se sei davanti tu!!”

Le rocce sono scomparse e con loro ogni riferimento, il vento si è alzato ma questa nebbia irreale rimane al suo posto, ché sembra copra il mondo intero o che il vento la attraversi senza muoverla.
Il vento fischia tra i buchi del casco e sbatte le cinghie dello zaino; dovremmo essere in alto sulla montagna, dove bisogna misurare bene ogni passo; la manovra di corda si fa più attenta e mentre sforziamo gli occhi alla ricerca di un punto, la croce di vetta ci arriva addosso (ch)e sembra avere le braccia aperte.
Improvvisamente a destra e a sinistra intuiamo gli strapiombi e le cornici sul nulla, ci guardiamo e prendiamo fiato, inspiegabilmente soddisfatti tra pericoli invisibili:

“Però che culo,  neanche farlo apposta!”

In una nebbia che lascia intuire il vuoto tutto attorno ci sediamo nella neve,  guardando la croce storta stranamente luminosa mentre un fruscio, come (di) un vecchio improbabile transistor, va e viene nella nebbia:

“Cos’è? L’arva che si è rotto?”
“Macchè, lo sento anch’io dietro la testa…”

Dallo zaino  spuntano i bastoncini infilati appaiati e tra le due punte corre un fascio di scintille, con un sinistro sfrigolio.
Ci ritroviamo a correre, quasi a scivolare lungo la traccia di salita, mentre in alto si scatena l’inferno: uno, due fulmini sulla croce e il tuono, devastante, e poi grandine così fitta che dobbiamo fermarci come sotto una cascata che toglie il fiato.
Improvvisamente di nuovo nebbia e silenzio, nell’aria l’odore penetrante e pungente della scarica elettrica che ha appena spazzato la vetta.
E rimaniamo lì, convintamente invincibili, mentre la nebbia si sfilaccia tra le guglie rocciose e magicamente compare il mondo.

Giovanni Busato

Alpinista (modesto), scialpinista, membro del Soccorso Alpino, coltivo con soddisfazione la passione per la montagna, per la letteratura di montagna la scultura di legni e sassi (teneri). Ex blogger del Fu Intraisass e del poi Ibordeline.


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

"A 32 anni di distanza non so proprio dire come abbiamo potuto farcela, dove... "A 32 anni di distanza non so proprio dire come abbiamo potuto farcela, dove abbiamo trovato le forze per andare avanti nonostante tutto ci...

Traversata in solitaria del Parco Nazionale del Sarek (contea svedese di Norrbotten). Nessun sentiero,... Traversata in solitaria del Parco Nazionale del Sarek (contea svedese di Norrbotten). Nessun sentiero, nessun segnavia, poche tracce di uomini e renne....

Sapeva che sarebbe morto, ma non riusciva ad immaginare quel giorno. Era ammalato di Parkinson,... Sapeva che sarebbe morto, ma non riusciva ad immaginare quel giorno. Era ammalato di Parkinson, oramai non camminava più, le gambe erano due tronchi inchiodati...

Viola andava per i nove anni, era magra e curva, aveva arti nodosi, duri... Viola andava per i nove anni, era magra e curva, aveva arti nodosi, duri ma ancora piuttosto agili, e dal reticolato di capillari erano...

La notte aveva portato con sé un vento affilato, e un freddo solido, lucido,... La notte aveva portato con sé un vento affilato, e un freddo solido, lucido, che spezzava il respiro....

L'audio storia narra l’ascesa alla Weissmiess (4017 m) effettuata il 5 settembre 2018: il... L'audio storia narra l’ascesa alla Weissmiess (4017 m) effettuata il 5 settembre 2018: il mio primo assaggio di alpinismo solitario in un luogo selvaggio...

Emilio Previtali, Chiara Pedrazzoni e Lorenzo Pini vincono la sezione racconti brevi; Marta Mattalia,... Emilio Previtali, Chiara Pedrazzoni e Lorenzo Pini vincono la sezione racconti brevi; Marta Mattalia, Alessandra Longo e Federica Manzitti la sezione audio storie....

Si conclude la cinquina delle nostre proposte di buone letture per l'estate con una... Si conclude la cinquina delle nostre proposte di buone letture per l'estate con una sorpresa: un libro in più. Sei libri come il Premio...

Un gruppo di persone molto eterogeneo, ma legato profondamente dalla comune passione per lo... Un gruppo di persone molto eterogeneo, ma legato profondamente dalla comune passione per lo scialpinismo, si ritrova a condividere l’esperienza del “Base camp experience...

Dopo una navigazione “non euclidea”, a bordo di un’imbarcazione chiamata l’Impossibile, le autrici e... Dopo una navigazione “non euclidea”, a bordo di un’imbarcazione chiamata l’Impossibile, le autrici e gli autori del Blogger Contest 2021 sono approdati nell’isola-continente del...