Reportage

IN VIAGGIO CON FRIDA #1

"Per anni ho cercato una barca piccola ma abitabile, il più possibile semplice ma capace di vere navigazioni in alto mare. Frida è la mia barca nomade."

testo e foto di Ruggero Arena

07/08/2021
7 min
Inizia con questa prima puntata il racconto del viaggio di Ruggero e Frida, dal Mar Baltico al Mediterraneo.

NEL MARE DEI VICHINGHI
Copenhagen, giugno 2019

Ci incontriamo una mattina di fine marzo a Copenhagen. Nevica e tira un ventaccio che ghiaccia qualunque voglia di stare fuori.
Riconosco subito la sagoma grigia che avevo visto sulla foto dell’annuncio. E’ bellissima: in una frazione di secondo decido che lei sarà la mia prima barca. Frida ha i fianchi stretti, il muso affilato e metà del peso nella sua chiglia lunga. Qui in Scandinavia la chiamano semplicemente IF boat, abbreviazione di International Folkboat, un cabinato svedese in vetroresina di 8 metri.

Finalmente arriva l’estate anche in Danimarca. Dopo una settimana di preparazione in porto partiamo verso la Svezia. E’ molto tempo che Frida non naviga e ora sembra contenta di aver ripreso il mare. Nonostante le vele abbiano la stessa età della barca, quasi cinquantenne, filiamo veloci verso sud. La barra è sempre morbida come pure il passaggio sulle onde, bisogna solo stare attenti al traffico di navi. Dopo due giorni e una notte di navigazione ancoriamo in puro stile Mar Baltico. Si getta l’ancora di poppa e poi lentamente, di prua, ci si avvicina agli scogli di granito. In molti posti ci sono degli anelli di acciaio ai quali attaccarsi; negli ancoraggi più selvaggi si approfitta di un albero oppure si usa un picchetto ben infisso in una fessura della roccia. Sbarchiamo la piccola cucina a cherosene e ci prepariamo la cena sulla “nostra” isola.

Dopo una settimana dalla partenza, risalendo verso nord tra la costa est e l’isola di Gotland facciamo una sosta nella tranquilla cittadina di Kalmar. Il marina è affollato e ne approfittiamo per fare amicizia con gli equipaggi di altre barche: tutti ci danno preziosi consigli per continuare la navigazione.

Ancora un paio di giorni con il vento al traverso e raggiungiamo l’entrata di un lunghissimo fiordo. Lasciamo il mare per inoltrarci in una miriade di canali tra scogli e isole di ogni dimensione. Spesso tra gli abeti si intravede una casetta rossa con le cornici delle finestre bianche. A volte la testa scura e lucida di una foca emerge tra le onde. Le coppie di cigni con i pulcini al seguito spiccano chiare contro le pareti di granito scuro. La navigazione si fa interessante: in certi canali il vento soffia fortissimo, in altri un’isola più alta crea una calma improvvisa. Boliniamo tra passaggi strettissimi cercando il tempismo e l’angolo giusto per passare attraverso la prossima strettoia. Ci divertiamo così tanto da non accorgerci neppure che un tramonto lunghissimo ha già lasciato spazio alla notte luminosa. Prendiamo al volo una boa trovata per caso e ci addormentiamo di colpo. Già alle quattro sorgerà il sole.

Dopo 10 giorni di navigazione da Copenhagen eccoci all’entrata del Gotakanal. Il canale è stato scavato per motivi commerciali nella prima metà dell’800 per collegare i due grandi laghi con la costa est. Un ragazzo con t-shirt gialla e salvagente ci accoglie e ci spiega come funzionano le chiuse. Oltre a questa ne dovremo superare altre 57. Sotto un sole implacabile Frida attraversa la bellissima campagna svedese. Foreste, campi di grano, qualche pescatore e tanti bambini che si tuffano nell’acqua verde. C’è un grande via vai di barche a motore e a vela. Molti tedeschi e svedesi. Qualche barca norvegese e nessun italiano, salvo noi ovviamente. La nostra bandiera è sconosciuta: i curiosi si avvicinano per chiedere a che nazione appartenga, probabilmente gli stemmi delle repubbliche marinare li disorientano.

Per attraversare il grande Lago Vänern, il terzo più grande lago in Europa, ci mettiamo due giorni con una sosta nella graziosa città di Marienstad. Ora si tratta di scendere verso il mare percorrendo altre 44 miglia nel canale Trollhattan. Qui transitano anche le grandi navi e le chiuse sono enormi con dislivelli fino a 10 metri. Il piccolo fuoribordo da 5 cavalli degli anni novanta non perde un colpo e così in altri due giorni di navigazione a motore, con circa un nodo di velocità in più regalatoci dalla corrente, ormeggiamo nel marina turistico di Goteborg. Facciamo grandi pulizie alla barca, nuove scorte di acqua e viveri e ripartiamo verso sud.

Una grande depressione sul Mare del Nord ci costringe a vari giorni di navigazione di bolina. Ormai siamo vicini a Copenhagen ma nel canale tra Svezia e Danimarca la corrente contraria è troppo forte e ci respinge. Siamo costretti a fermarci un paio di giorni per attendere il vento e la corrente favorevoli. Così scopriamo il piccolo porto di pescherecci di Glommen e il paesino di Torekov. In quest’ultimo la gente si muove tranquillamente in accappatoio, che sia a passeggio con il cane o che vada a fare la spesa in bicicletta: tra una incombenza e l’altra ci scappa sempre un tuffo in mare.

Arrivando a Copenhagen dobbiamo schivare decine di imbarcazioni, sembra proprio che stiamo entrando in città nell’ora di punta. Davanti a noi si sta svolgendo una regata di Optimist, a dritta passa volando sui foils un catamarano tutto nero in carbonio mentre a sinistra è ancorata una bella goletta d’altri tempi. Con grande perizia, e con tutta la nostra ammirazione, tra i pontili del marina passano veleggiando degli sloop d’epoca con la poppa a canoa e il fasciame sovrapposto, come i drekar vichinghi.

Dopo questa strana “circumnavigazione” della Svezia lascio riposare Frida nel porto di Copenhagen sperando di poterla raggiungere presto: prima che inizi il lungo inverno nordico voglio continuare il viaggio verso sud e verso il Mediterraneo.

DAL MAR BALTICO AL MEDITERRANEO

Viaggiare in barca a vela è sempre stato il mio sogno, un sogno di libertà e di connessione con la natura. Per anni ho cercato una barca piccola ma abitabile, il più possibile semplice ma capace di vere navigazioni in alto mare. Frida è la mia barca nomade: quando ho del tempo libero la raggiungo e viaggiamo insieme alla scoperta di posti nuovi, senza un porto fisso dove tornare. 

Il viaggio è iniziato a Copenhagen a giugno 2019: rotta a nord-est attraverso il Mar Baltico fin quasi a Stoccolma. Abbiamo attraversato la Svezia sul Gota Kanal, per poi dirigere la prua a sud. Il nostro proposito è raggiungere la Germania del nord e poi, lungo il sistema di fiumi e canali navigabili, attraversare l’Olanda, il Belgio e la Francia, da nord a sud, fino al Mediterraneo. Ma è inutile fare progetti troppo precisi, per il futuro navigheremo verso dove ci portano il vento e la curiosità. Questa è la prima puntata, presto ne seguiranno altre.

Ruggero Arena

Ruggero Arena

Sono un solitario estroverso, un viaggiatore che ama soprattutto il viaggio lento, a piedi, in kayak, con gli sci, in barca a vela, il più possibile immerso nel paesaggio e a contatto con la gente. Quando non posso viaggiare fisicamente sogno con il dito su una carta geografica. Dopo la laurea in architettura mi sono dedicato alla professione di fotografo freelance vivendo in Argentina, Finlandia, Francia. La fotografia è l’occhio attraverso il quale conosco il mondo e me stesso, molto spesso anche la scusa per soddisfare la mia curiosità.


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