Racconto

Quella tragedia che porti con te

La mia immagine spezzata. Il mio corpo in braccio alla mia anima, in balìa del mio...

testo e foto di Francesca Nemi

Along borders
21/11/2017
4 min

La mia immagine spezzata. Il mio corpo in braccio alla mia anima, in balìa del mio Barabao feroce. Tormentato ancora dal riflesso asincrono del mio corpo allo specchio; curvo e debole com’ero nei pensieri e nelle gambe.

Mi concedo stordito a questo dormiveglia dell’anima. Sporcato, per sempre, dalla melma di giorni andati; giorni schiacciati da un’agitazione di amanti morbosi e da deliranti azioni struggenti, oserei dire violente.

Ricordo quella giornata dubbia poco prima di Natale. La via altissima in cui, quella mattina, andavo intrecciando il destino che mi ha fatto sbagliare i passi e l’appoggio forte e sicuro alla roccia.
Il cielo di un azzurro profondissimo, il lieve rumore d’acqua altrove.
La manovra in corda. La mente che la insegue, che confonde i gesti, si attarda altrove, poi torna alla corda. Batte il cuore in un breve sospiro. Una cupola là in alto si frantuma in grandi scaglie. Una pioggia malefica mi aggredisce. Frammenti clandestini mi costringono a terra. Le mie parole alte, dette a voce bassa, risuonano in quel momento prive di grandezza e calma. Mani stordite, dita tumide. La mente in piena.

Il mio orgoglio lapidato dalla sconfitta della caduta.

Mi duole in bocca un sapore dolce, mentre, rintronato dallo strepito di quel ghiaione bianco smembrato, un oscuro livido silenzio mi abbraccia steso a terra.
La febbre che infine si smorza altrove. Sono liberato ma forse perduto per sempre.

Immagini smunte e fuori fuoco. Particolari informi di un’anima molle, la mia.
E dormo ancora quei momenti, alla mia maniera, senza sonno né riposo. Vegeto di rimorsi e costrizioni inutili da non darmi quiete in cuore. Sono l’indefinita ansietà di un oppio colato sul fondo della mia anima torta. Imbrigliato ancora a quella corda inoffensiva, abbandonato sulle strade di sensazioni divergenti.

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Il rischio di perdermi in ciò che amo e l’ardire di sbagliare non lo voglio perdere.
Passo Cavuto, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.Citazione di Claudio Miccoli, rifugio di Forca Resuni, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Passo Cavuto, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Citazione di Claudio Miccoli, rifugio di Forca Resuni, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

E stanco oggi, chiudo le imposte della mia mente, estrometto dall’eredità dei ricordi quei momenti, solo così per una giornata riavrò le mie gambe e la mia libertà sulla vetta dove torno a sdraiarmi.

Brecce incurabili. La consapevolezza di quella melma vischiosa che ho già oltrepassato.

Non sapevo niente, né giorno né ora in cui sarei stato disceso in quel corpo di pietra. Ho dilapidato l’attesa perché non l’avevo riconosciuta. E solo allora ho scoperchiato l’immagine di me stesso, la coscienza di un essere estraneo che niente riuscirà a raschiar via. Ne sentirò accanto il fragore dei passi, l’eco profondissimo internamente, ogni qualvolta salirò sulla croce di vetta.

La sofferenza e il tedio inquieto di quei giorni furono tremendi, ma ora lacero la tela dei ricordi, inabissando la sorda lotta con la ragione, perché il rischio di perdermi in ciò che amo e l’ardire di sbagliare non lo voglio perdere.

Agire, questa è la vera intelligenza. Viviamo attraverso la nostra volontà.
Grigi di gesti che abbiamo solo sognato, non tocchiamo la vita neanche con la punta delle dita.

La mia tragedia è questa. Lo ripeto a me stesso.

“Voglio arrivare, quanto posso, lontano,
 attingere la gioia che ho nell’anima,
e cambiare i limiti che conosco,
e  sentirmi crescere la mente e lo spirito.
Voglio vivere, esistere, “essere”,
e udire le verità che sono dentro di me.”
(Direzioni Nuove – Doris Warshay)

Racconto liberamente ispirato da “Il libro dell’inquietudine” – F. Pessoa

Francesca Nemi

Vado in montagna, scrivo, fotografo. Non sempre, non per forza seguendo un ordine. Simpatizzante dei cambiamenti. Ho i miei tempi, e a non volerli rispettare si finisce sempre fuori tempo.


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