Libera i piedi, la mente seguirà

“Marciavamo con l’anima in spalle”. La canzone mi risuona nella testa e mi porta a ritmare ogni passo...

testo di Alessandra Longo, foto di Paolo Borea  / Oulx (TO)

Aspettavamo la neve, cade la cenere: 1200 ettari bruciati negli incendi in Valle di Susa
22/11/2017
4 min

“Marciavamo con l’anima in spalle”. La canzone mi risuona nella testa e mi porta a ritmare ogni passo con una strofa. Si procede così, in salita, faticando come quei ragazzi che lassù combatterono per la libertà. Ogni anno una gara di corsa ne commemora il ricordo. È il “Memorial Partigiani Stellina” e siamo sulla montagna simbolo della mia Valle: il Rocciamelone.

Ora vi aspettate che vi racconti dell’incendio. Delle ferite che serpeggiano lungo i fianchi della montagna. Della cenere che copre migliaia di metri quadrati di quel che era un ricco bosco. Sarebbe una mossa furba e farebbe anche il suo bell’effetto. Ricordate la canzone? Quella che ci accompagna? È una delle più straordinarie ballate della Resistenza. Struggente, evocativa, coinvolgente. Ma è un’operazione studiata a tavolino. Non echeggiò in nessuna valle nel dopoguerra. Fu invece scritta molto dopo, nel 1974, da Armando Trovajoli che la compose per un film.

Possiamo accontentarci di soluzioni ad hoc? Di gabbie costruite per imbrigliare le nostre scelte? No. E allora? Ci allontaniamo dal consumismo, dalla routine, dalla prevedibilità. Saliamo.

La luce del primo mattino sfiora le cime. Abbiamo oltrepassato il rifugio Cà d’Asti e le distese erbose hanno lasciato il passo alle rocce che segneranno il cammino fino ai 3538 metri della cima. Lo zaino sembra alleggerire tutti i pesi. L’anima si alza sopra le nostre spalle. Si parla di poesia, di grandi progetti, di ideali che in valle potrebbero far rinascere lo spirito della Repubblica degli Escarton, i “signori di se stessi” che riscattarono la propria libertà dal dominio del Delfino di Francia. Siamo esaltati: il corpo s’agita, la mente ancora di più. Il cuore sobbalza. Non è emozione. È paura. Ma chi diavolo sono quei tizi che arrancano lassù?

Logo Blogger Contest2017_300x175
Sono uomini neri. Sono in fila. Sono tanti.
Lo sgomento ci attanaglia. Sono profughi. Sono clandestini. Sono immigrati.
Che fare?
Il santuario sulla cima, un ex-voto di Bonifacio Rotario nella crociata contro i turchi. 
Rocciamelone: il santuario più alto d’Europa a 3538 metri d’altitudine.
Il santuario sulla cima, un ex-voto di Bonifacio Rotario nella crociata contro i turchi. Rocciamelone: il santuario più alto d’Europa a 3538 metri d’altitudine.

Sono uomini neri. Sono in fila. Sono tanti. Lo sgomento ci attanaglia. Sono profughi. Sono clandestini. Sono immigrati. Che fare? Lasciarli liberi di errare? Siamo disorientanti ancor più che gli smarriti ricercatori della via per la Francia. Ci avviciniamo certi che questa sarà un’impresa di grande rilievo umano, filantropica, una di quelle vicende avventurose da raccontare ai futuri nipoti: “una volta il nonno ha aiutato quegli africani persi a tremila metri”.

… E poi? Sul sentiero si fa strada una realtà ben diversa. Incrocio lo sguardo dei miei compagni: è il crollo di ogni aspirazione eroica. “Buongiorno! Che Dio vi benedica!”. Il corpulento prete senegalese ci benedice pure! Ma quali migranti? È il pellegrinaggio di un gruppo parrocchiale: porta omaggio alla Madonna, alla statua posta sullo svettante cucuzzolo grazie ai centomila bambini d’inizio secolo che donarono un soldo per finanziarne la costruzione. Giusto il tempo di sorpassare la pia carovana e scoppiamo in una liberatoria risata.

Pensiamo allora che la libertà non sta là fuori, montagna o mare che sia. Il potere di determinazione è solo in noi. Sta a noi riconoscere i nostri limiti come una possibilità per fare di meglio, per saltare agilmente ciò che prima ci sbarrava la via. Roccia o preconcetto che sia. Inciampare in un errore non è un peccato mortale, ma anzi un elisir di lunga vita. Solo così lo sbaglio diventa un compagno di viaggio, un amico che ci porta a rivoluzionare noi stessi. Perché, se avanziamo coi piedi, è soprattutto per far progredire la nostra mente.

Alessandra Longo

Alessandra Longo

Vivo in Val di Susa ed ho una laurea in filosofia nel cassetto. I sogni, invece, non li chiudo a chiave. Dopo il lavoro, leggo, scrivo, disegno, cammino. A volte inciampo. Spesso in cose belle: collaborazioni, interviste e festival. Ho sempre un progetto che frulla in testa: sarà per questo che ho i capelli ricci?


Il mio blog | Fumetti, moda, pubblicità. Tutto contribuisce a creare il nostro immaginario sulla montagna. Scovo cose interessanti e ci penso su. Scrivo e poi condivido. Dal 2017 Verticales è il blog che inclina il punto di vista per aguzzare l’attenzione oltre i luoghi comuni che stereotipano l’ambiente alpino.
Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

Dopo aver superato le ultime abitazioni e i meleti che coprivano le parti più... Dopo aver superato le ultime abitazioni e i meleti che coprivano le parti più assolate del pendio giunsi su un tratturo, aperto malamente da...

Via della Croce Bianca è stretta e scura, scende da monte e porta alle... Via della Croce Bianca è stretta e scura, scende da monte e porta alle banchine del porto di Genova. La facevo al contrario tutte...

Mamma, se rinasco voglio essere uno zaino. Uno di quelli belli grandi e capienti,... Mamma, se rinasco voglio essere uno zaino. Uno di quelli belli grandi e capienti, con tanti scomparti. Ma soprattutto uno di quelli che prendono i...

Slam. I balconi sbattono. Foglie volano in un turbinio violento. L’abete davanti casa è... Slam. I balconi sbattono. Foglie volano in un turbinio violento. L’abete davanti casa è caduto come un animale morto, arreso dalla furia del vento....

Estremo baluardo sull’abisso del Burèl è un vecchio pino nero ... Estremo baluardo sull’abisso del Burèl è un vecchio pino nero ...

Ad ogni passo che ti eleva sai quel che lasci nell’oscura valle ma non... Ad ogni passo che ti eleva sai quel che lasci nell’oscura valle ma non quel che ci aspetta al di là delle scintillanti vette,...

Dio camminava con il bavero del giubbotto alzato nella piazza deserta perché in quell’antivigilia... Dio camminava con il bavero del giubbotto alzato nella piazza deserta perché in quell’antivigilia di Natale l’inverno mordeva con i suoi denti più affilati......

Il bivacco Regondi è là, nell’alta Valpelline, a 2560 metri di quota, ai piedi... Il bivacco Regondi è là, nell’alta Valpelline, a 2560 metri di quota, ai piedi della catena del Morion, di fronte ai 3519 metri del...

Piove fitto e rivoli d’acqua iniziano a scorrere giù per lo spigolo di calcare... Piove fitto e rivoli d’acqua iniziano a scorrere giù per lo spigolo di calcare del Sass Lonc... ...

Doveva essere una semplice passeggiata alla ricerca di un posto dove camminare evitando le... Doveva essere una semplice passeggiata alla ricerca di un posto dove camminare evitando le piste, invece è stata una bella escursione densa di storia...