Racconto

Le avventure degli altri (ciao, Gianfry)

Sulle montagne ci andasti scalzo. I tuoi piedi si fecero erba, neve, roccia. Il tuo incedere agile di balzi. Per sedici anni casa tua fu il bivacco di Vald, in Val Grande.

testo e foto di Simonetta Radice

La mia casa, una baita nel bosco…
04/02/2018
5 min

Da bambina, volevo vivere come te.
La mia casa, una baita nel bosco, i colori squillanti dei pennarelli nuovi. Il mio cibo, pezzi di pane nel giardino, per gioco nascosti, per gioco trovati.

Tu, a un certo punto, lo facesti davvero. Accantonasti il tuo lavoro e il tuo cognome – “lassù non serve” – dicevi. Per tutti diventasti Gianfry e basta.
Sulle montagne ci andasti scalzo. I tuoi piedi si fecero erba, neve, roccia. Il tuo incedere agile di balzi. Per sedici anni casa tua fu il bivacco di Vald, in Val Grande.

Estate: le notti dolci e silenti d’abbandono risuonavano delle note soffiate nel tuo corno.
Autunno: scrocchiare di foglie, spezzare di legna, profumo di resina. Più rado il passaggio degli escursionisti a portarti saluti, libri e magari un pacco di pasta.
Inverno e ti dissero che no, non saresti sopravvissuto, non in Val Grande, dove i giorni ti sfiniscono di neve e solitudine, quando anche solo il gesto di muovere un passo reclama attenzione. Ma poi arrivava primavera e primavera arrivava davvero solo quando qualcuno dava notizie del Gianfry, non appena la neve liberava i valichi più alti.

Ti avevano visto, ti avevano parlato. Avevi trascorso cinque mesi senza vedere nessuno.
Se ti avessi qui davanti, non ti chiederei il perché, ma il cosa e il come. Come hai passato quel tempo ovattato, quei silenzi tinti di bianco? Com’è obbedire al solo ritmo che il corpo dice, senza obblighi, senza lancette, senza le infinite distrazioni del quotidiano commercio con il mondo? Com’è l’avventura nuda di vivere?

Ma io non ti ho davanti, né ti avrò più. A dire il vero, non ti ho mai conosciuto e l’unica volta in cui ti vidi non ebbi cuore per chiederti questo. Non ebbi cuore allora e adesso non è più tempo, perché tu ne sei andato in un giorno caldo di inizio estate. Senza medici e senza diagnosi, come sempre più spesso mi trovo a pensare dovrebbe essere.

“Se un uomo non tiene il passo con i compagni, forse questo accade perché ode un diverso tamburo. Lasciatelo camminare secondo la musica che sente, quale che sia il suo ritmo o per quanto sia lontana.” A queste parole di Thoreau, e al vento che accarezza i faggi della val Grande, il compito di dirti il mio saluto.

logo bc2015 x150

[ 1 classificato bc.2015 ]

Sulle montagne ci andasti scalzo. I tuoi piedi si fecero erba, neve, roccia. Il tuo incedere agile di balzi.
Simonetta Radice

Simonetta Radice

Giornalista pubblicista, addetta comunicazione. Da sempre amo la montagna e tutto ciò che ha a che fare con essa. La libertà è un poco al di là delle tue paure. Vivo tra Milano e Gignese (VB).


Il mio blog | Riflessioni quando ho tempo, sempre troppo poco.
Link al blog

Esplora altre storie

Immaginazione, sogno o realtà? Cosa ci porta a seguire i nostri sentieri montani? ... Immaginazione, sogno o realtà? Cosa ci porta a seguire i nostri sentieri montani? ...

Abbiamo scoperto i rumori della notte: il tramestio misterioso dell’erba smossa dal vento e... Abbiamo scoperto i rumori della notte: il tramestio misterioso dell’erba smossa dal vento e dalla rugiada, gli scalpiccii di sconosciuti ungulati. Urla, rantoli, fruscii...

Ricordo il muschio profumato nei solchi tra le pietre del muro a secco, che... Ricordo il muschio profumato nei solchi tra le pietre del muro a secco, che accarezzavo delicatamente ogni volta che ci capitavo. ...

"Narra di acqua che sgorgava furiosa da tagli profondi nella roccia, miracolosamente dolce senza... "Narra di acqua che sgorgava furiosa da tagli profondi nella roccia, miracolosamente dolce senza essere filtrata da alcun tipo di dissalatore" ...

"E’ l’unico luogo in cui ci sia il silenzio, il vuoto, dura alcuni istanti... "E’ l’unico luogo in cui ci sia il silenzio, il vuoto, dura alcuni istanti dicono. Non si trova una soluzione meno drastica. Non esistono...

Tre ragazzi, due corde, un solo splendido Gran Sasso – giugno 2020 ... Tre ragazzi, due corde, un solo splendido Gran Sasso – giugno 2020 ...

– Non mi sembri molto sveglio oggi, rifletti, a cosa servono i sentieri? – Come... – Non mi sembri molto sveglio oggi, rifletti, a cosa servono i sentieri? – Come a cosa servono? – A cosa servono? Perché ci sono? – Servono...

Si conclude la cinquina delle nostre proposte di buone letture per l'estate con una... Si conclude la cinquina delle nostre proposte di buone letture per l'estate con una sorpresa: un libro in più. Sei libri come il Premio...

Dopo 25 anni di alpinismo e di sci estremo, Anselmo sente il bisogno di... Dopo 25 anni di alpinismo e di sci estremo, Anselmo sente il bisogno di vivere qualcosa di diverso. Nasce così l'amore per i grandi...

Quella che uno studioso solo pochi anni prima, con avveniristica intuizione, aveva chiamato Antropocene,... Quella che uno studioso solo pochi anni prima, con avveniristica intuizione, aveva chiamato Antropocene, ovvero quella nella quale sono le attività dell’uomo la causa...