La montagna più amata

testo di Jacopo Mori e foto di Lateano Lino  / Vignui (BL)

01/12/2017
4 min

“E come si sentiva in quei momenti?”, chiese la giovane scrittrice, appassionata di montagna, al vecchio alpinista. Stava scrivendo un libro, basato su interviste agli storici alpinisti della zona. Ma non voleva essere un testo che parlasse delle loro imprese: più che altro voleva soffermarsi sui loro vissuti emotivi, sulle ragioni, i sentimenti, le spinte alla base delle loro imprese, e su quello che avevano capito, imparato da tutto questo.
Aveva intervistato tutti i più famosi alpinisti della celebre località montana.

Da ultimo era giunta a lui, il meno noto, il più discreto, quello che mai aveva parlato pubblicamente delle sue imprese. Eppure, a detta di molti, era stato il migliore, per tecnica, qualità delle gesta, spirito con cui affrontava la montagna. Ma mai aveva raccontato di sé; per lo più era noto solo agli esperti del settore.

Si diceva che la sua riservatezza nascesse anche da un profondo dolore, vissuto all’apice della sua carriera. Gli amici più anziani, ormai scomparsi, avevano nel passato con discrezione raccontato qualcosa a riguardo. Si sapeva che aveva perso un figlio, ancora bambino, in un’escursione in montagna. Ma le circostante, in un clima di rispetto generale, erano rimaste sconosciute a più.

Era subito rimasta colpita dallo stile semplice, umile e schietto. Ma soprattutto da un senso di tranquillità, intessuto con qualcosa di profondo, di autentico, che gli veniva dall’animo. Era come se fosse estraneo ad ogni orgoglio, ad ogni celebrazione delle sue gesta. Come se lo scopo del suo agire fosse stato ben oltre tutto questo.

“Come mi sentivo?”, rispose l’uomo, “dipendeva dalla gravità della situazione. Spesso preoccupato per i possibili sviluppi. Alcune volte arrabbiato per l’errore che avevo commesso. Altre volte, invece, se lo sbaglio comportava una situazione imprevista e disagevole, ma gestibile senza particolari pericoli, mi è capitato di sentire un senso di libertà nascermi dentro, come se finalmente si rompessero gli schemi psicologici in cui la mente si imbriglia, e potessi veramente apprezzare il fatto di essere vivo, nella piena espressione del mio animo, in un totale contatto con la natura. Un paio di volte, al contrario, quando nei miei compagni ho visto un grave smarrimento, ho temuto che la paura che provavo si tramutasse in panico e non riuscissi più a gestire la situazione”.

Logo Blogger Contest2017_300x175
Si diceva che la sua riservatezza nascesse anche da un profondo dolore, vissuto all’apice della sua carriera.
Jacopo Mori_bc17_02

“E si è mai chiesto che senso avesse tutto ciò? Cosa la spingesse verso quelle esperienze, con i rischi che comportavano?”
L’uomo non rispose.

Dalla terrazza in cui si trovavano guardava il profilo delle montagne, che col tramonto, si stavano tingendo di riflessi rosacei. Sembrava possedere quella serenità di chi è sopravvissuto alle peggiori bufere dell’esistenza.

“Vede quella montagna laggiù? Era la montagna più amata da un vecchio amico: diceva che quando per la prima volta, ventenne, aveva visto da lassù il profilo del mare lontano, aveva provato, come mai prima, un profondo senso di libertà. Venga dentro, le offro un tè”, proseguì.

Entrarono in una stanzetta che sapeva da piccola taverna. Alle pareti c’erano molte fotografie incorniciate. Erano immagini di evidente pregio artistico che ritraevano la natura nelle sue espressioni più intense: spettacolari profili di monti col sole all’orizzonte o sotto notti stellate, la magnificenza dei ghiacciai, il sublime slancio di torri di roccia…

La giovane si soffermò su una foto sopra un tavolino. La prese in mano.
Un uomo sui trent’anni cingeva la spalla di un bambino sorridente, col caschetto in testa. Erano a fianco di una qualche croce di vetta.
Nel sistemare la foto si accorse che sul retro c’era una scritta. La lesse:

Rinascerò, ritroverò la via…
E ti porterò sempre con me, nella ricerca della bellezza…

(Racconto di fantasia, ispirato dal tema del concorso)

Jacopo Mori

Jacopo Mori

Vivo nel bellunese e fin da giovane mi sono appassionato di montagna. Ma in generale amo coltivare interessi che mi portino ad approfondire il contatto con la natura: vivessi in riva al mare, probabilmente sarei appassionato di vela e di immersioni subacquee.


Il mio blog | Ogni tanto scrivo su altitudini.it
Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

Abbiamo scoperto i rumori della notte: il tramestio misterioso dell’erba smossa dal vento e... Abbiamo scoperto i rumori della notte: il tramestio misterioso dell’erba smossa dal vento e dalla rugiada, gli scalpiccii di sconosciuti ungulati. Urla, rantoli, fruscii...

La notte aveva portato con sé un vento affilato, e un freddo solido, lucido,... La notte aveva portato con sé un vento affilato, e un freddo solido, lucido, che spezzava il respiro. ...

La mia vita è iniziata proprio così: quando ho capito che, vivere, significa prendere... La mia vita è iniziata proprio così: quando ho capito che, vivere, significa prendere parte assieme ad altri/e alla vita; condividere lo stesso ambiente...

Ancora qui, da solo sulle Ande. Volevo arrivare a Lima e andare a nord,... Ancora qui, da solo sulle Ande. Volevo arrivare a Lima e andare a nord, invece devo scendere verso sud, perché ho dovuto accettare il...

Avevo sentito nominare più volte la Cresta del Soldato, mi avevano detto in molti:... Avevo sentito nominare più volte la Cresta del Soldato, mi avevano detto in molti: «Percorrerla integralmente in giornata è difficile, troppo lunga! La seconda...

«Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe. «Bisogna essere molto pazienti» rispose la volpe.... «Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe. «Bisogna essere molto pazienti» rispose la volpe. «In principio tu ti sederai un po’ lontano da me......

La montagna, la scultura e la poesia sono le cose che più ha amato... La montagna, la scultura e la poesia sono le cose che più ha amato e continua ad amare Ferruccio Svaluto Moreolo, per gli amici...

Finora non ho mai superato i 3342 metri della Marmolada, quindi non ho mai... Finora non ho mai superato i 3342 metri della Marmolada, quindi non ho mai sperimentato la cosiddetta “fame d’aria". ...

«Era il 1963, mese di luglio», inizia così in una piovosa serata d’autunno il... «Era il 1963, mese di luglio», inizia così in una piovosa serata d’autunno il racconto di mio padre che riguarda un luogo da noi...

Scegliamo coscientemente di non dare alla luce una nuova vita. Scegliamo invece di dare nuova... Scegliamo coscientemente di non dare alla luce una nuova vita. Scegliamo invece di dare nuova luce ad una vita. ...