Recensione

DOVE DORMI LA NOTTE

... di pesci, di politica, di montagne. Un viaggio sul filo di memorie vecchie e nuove, un racconto di Resistenza, una riflessione sulla vita che ha il sapore dolceamaro del Novecento, eppure, o forse proprio per questo, riesce a essere più attuale che mai.

Recensione di Davide Torri

14/04/2024
6 min
Di Michele Marziani ho raccontato, in altri scritti, dei suoi libri, dei suoi personaggi un po’ naïf, dei suoi racconti che, attraversando valli e fiumi, escono di una penna colta e leggera.

Per capire, almeno un poco, l’anima dei romanzi di Marziani[1] , serve camminare, magari con la neve che scricchiola sotto le scarpe per le strette vie del paese di pietra che lo ospita, quasi in fondo alla Valsesia. Io l’ho fatto: non lo ho mai trovato in casa ma l’ho ben immaginato seduto davanti alla piccola finestra rivolta a sud mentre, indossati i suoi occhialoni dalla montatura finta-armani, dava vita a qualcosa di simile ad uno stream of consciousness. Tipo quello di Svevo più che di Joyce. Ovviamente con le obbligate proporzioni: non perché il nostro autore non sia in grado di scrivere trecento e più pagine aprendo un vecchio cassetto pieno di altrettante vecchie foto e cartoline e lettere su carta azzurrina e bottoni arrugginiti ma Marziani ha anche altro da fare. Ad esempio pescare nel torrente Artogna.

É da quel flusso di (in)coscienza che nasce Dove dormi la notte, un racconto di Resistenza, Pesca e Socialismo, da poco pubblicato dalla piccola (e, come si diceva una volta, benemerita) casa editrice MonteRosa nella collana Gli Anemoni. Un racconto lungo – o un romanzo breve – per mettere in luce una vita straordinaria rimasta nascosta tra le pieghe del tempo e avere anche la scusa per dirci di due cose, la pesca e il socialismo, che oggi non sono più come il protagonista le ha conosciute.
Nei fiumi italiani c’era molta più acqua di adesso, quasi tutta pulita, con tantissimi pesci (…) avere parenti pescatori era un po’ una benedizione, significava poter contare su trote e temoli per cena (…)

Un lungo scorrere di pensieri che prendono il via con un piccolo imbroglio. Niente di grave: il libro racconta la storia vera ma che sembra finta di Giovanni Battista Stucchi e Marziani decide di chiamarlo zio pur non essendo il nipote, rubando il diritto ad uno dei suoi più cari amici (che, per caso, si chiama pure lui Michele). Lo Stucchi di Dove dormi la notte era un mitico ragazzo del ‘99, milleottocentonovantanove, che attraversò due guerre, volontario nella Prima, già laureato, sposato e padre di una bambina nella Seconda dove da capitano degli Alpini sopravviverà con pochi altri alla battaglia di Nikolaevka. Parteciperà poi alla Resistenza: lui è lì in prima fila nella fotografia più iconica della liberazione dell’Italia dai nazisti e dai fascisti scattata il 6 maggio 1945 a Milano.

C’è tutto il comando generale del CVL, il Corpo dei Volontari della Libertà: si riconoscono Mario Argenton, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Raffaele Cadorna, Enrico Mattei e lui, Giovanni Battista Stucchi, il comandante Marco Federici, Gibì Stucchi, il nonno Gibi e lo zio Battista. Poi, ancora, avvocato e politico appassionato, deputato per il Partito Socialista (quando essere socialista significava appartenere ad un club di politici saggi, capaci di realismo e di lungimiranza sociale e non ad una marmaglia incravattata che darà il via allo sfacelo della Prima Repubblica) e consigliere comunale a Monza per trent’anni: uomo che resta defilato dal mainstream ma che ha sempre vissuto con lucidità non comune gli accadimenti di un Paese che ancora oggi fatica ad allontanarsi dal tanfo del fascismo.

Michele Marzianii

Dove dormi la notte si camuffa da biografia (ridotta ad un importante ma non esaustivo periodo della vita del protagonista) appartenendo anche ad altre categorie di scritture.

Difficile riassumerne il contenuto o piuttosto anticiparne il complicato intreccio di storie, montagne, luoghi, fiumi, persone, (tutte vere, nessuna inventata) e qualche piccolo sogno sognato tutto compresso in cento pagine anche perché la storia dello zio solleva altri mille personaggi e dà il via ad altrettante vite. Vissute in pieno.
(…) lo incontro spesso, all’interno di un sogno ricorrente. Ci vediamo in una casa che ho a Milano. In realtà la casa non solo non è mia ma esiste unicamente nel mondo onirico.

Un piccolo libro[2] che prende molto in prestito da uno più grande: un monumentale memoir scritto dallo Stucchi stesso quaranta e più anni fa[3]. Tra le pagine di Dove dormi la notte, narrato in una prima persona amichevole, ci sta comodo anche il grande libro della Storia che, come abbiamo ben imparato dall’inarrivabile Sergentmagiù, ha la maiuscola ma è nelle minuscole che ci illumina la via del presente. Presente oggi, giorno vicino alla Pasqua 2024, così bisognoso di luce e pace.
Dove dormi la notte si camuffa da biografia (ridotta ad un importante ma non esaustivo periodo della vita del protagonista) appartenendo anche ad altre categorie di scritture.
(…) lascio scivolare la schiena sulla sedia e mi chiedo, in ultimo, cosa sia davvero questo libro.

Difficile rispondere alla domanda che l’autore stesso si pone: quanto viene raccontato, man mano che si avanza nella lettura, si ramifica, si moltiplica, si trasforma e la presunta linearità del testo diventa come un fuoco d’artificio lanciato nel cielo della notte: altre cronache prendono luce, tutte collegate al primo lampo eppure dirette in ogni altra parte della notte.
Non è un libro che parla di montagna, cioè nessuno arrampica, apre rifugi, taglia legna, (e nemmeno ha la barba ben curata e la camicia a scacchi con marchi ben in vista) ma non possiamo dimenticare come la Resistenza abbia avuto proprio nelle valli più impervie la propria essenza. Non parla di montanari ma di gente che, nelle valli fredde della piccola repubblica della Val d’Ossola (o in Valle Stura, nel Comasco, in Alta Valle Brembana), ha dovuto diventare tale.

Dove dormi la notte con l’eccellente qualità di scrittura del nostro riminese trapiantato in montagna ci accompagna in un gioco di incastri e scatole cinesi e, una volta aperto, lo chiuderai solo arrivando all’ultima pagine. Sembra di ascoltare uno di quei vecchi (beh, Michele, come ha ricordato il Direttore del Museo Egizio, a dirti giovane sa un po’ di presa in giro) che, davanti ad un’ombra di rosso, in un bar che sa di tabacco e giacche di lana, ti parlano della loro vita e tutto è lì davanti, affascinante e straordinario.
Da ultimo Dove dormi la notte è un libro che nasce dall’amicizia forte che lega il vero nipote di Stucchi a quello finto. E non è poco[4].

Ho visto le moschere dello zio Battista, raccolte con precisione, con il filo perfettamente arrotolato, custodite dentro a una scatoletta di metallo, pronte a distendersi sulla superficie di qualsiasi fiume alpino o di qualunque altro corso d’acqua del mondo. Perché i pesci sono uguali ovunque.
Esatto Michele: i pesci, le montagne, la gente.

_____
[1] Ad esempio https://www.altitudini.it/la-cena-dei-coscritti/#_ftn1
[2] Librino – la definizione non è mia- che ha impiegato vent’anni, di lavoro e ricerca, e persino una lunga camminata da Fortezza a Santa Caterina Valfurva prima di vedere la stampa.
[3] Giovanni Battista Stucchi – Tornim a baita, dalla campagna di Russia alla Repubblica dell’Ossola – Vangelista Editore, 1983.
[4] Ho chiesto a Michele il perché di questo scambio o, meglio, condivisione di parenti e questa è la sua risposta: “siamo nipoti diversi: per lui Giovanni Battista Stucchi è il nonno, quello vero; per me è lo Zio Battista, uno zio letterario. Come posso risponderti? Perché si diventa amici? Perché capita, si condivide il modo di vedere il mondo, abbiamo gestito insieme un rifugio nell’Appennino, andiamo a pesca. Non ci sono motivi per essere amici, lo si è e basta. Posso dirti, questo sì, che io credo molto nell’amicizia che è forse la cosa su cui ho scommesso di più nella vita”.

Dove dormi la notte

Autore: Michele Marziani
Editore:  MonteRosa Edizioni, 2024
Pagine: 120
Prezzo di copertina: € 17,50

MonteRosa Edizioni

Davide Torri

Davide Torri

Insegnante di educazione fisica. Da diversi anni promuove iniziative dedicate alle terre alte (e anche alle montagne di mezzo). Ha prodotto documentari e spettacoli teatrali, organizzato convegni, incontri, mostre, costruito progetti di microeconomia alpina, pubblicato saggi e ricerche: il tutto dedicato alle montagne e alla gente che sopra ci vive (in pace). Collabora con altitudini da molto tempo.


Il mio blog | Scrivo su altitudini.it da molto tempo. Mi piace starci perché, nonostante sia virtuale, è un luogo dove la concretezza delle persone e delle montagne è sempre lì: da toccare.
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1 commenti:

  1. roberto pedrazzoni roberto pedrazzoni ha detto:

    Come al solito al termine della lettura di una tua recensione, mi prende la fregola di “avere” subito quel libro, grazie!

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