Recensione

DIE BESTEIGUNG DES CIMONE DELLA PALA

Il celebre volume di Theodor Wundt nella versione in italiano realizzata dalle Aquile di San Martino di Castrozza. Una edizione conforme all'originale nel formato e nella parte iconografica. Una bella idea regalo per il Natale 22.

testo di Ledo Stefanini

Copertina della terza edizione, quasi contemporanea alle prime due invariate, l’album cambia aspetto e passa da un formato orizzontale ad un formato verticale (più grande), di conseguenza viene rivista l’impaginazione ed anche i testi con le illustrazioni.
26/11/2022
4 min
Le date sono importanti. La prima al Cimon della Pala per lo spigolo N-W della guida Zecchini e del conte Melzi è dell’agosto del 1893,

l’anno successivo a quello di pubblicazione del “Die Besteigung des Cimone della Pala” di Theodor Wundt(¹). Nell’introduzione al suo “Recit d’ascension” pubblicato nel numero di febbraio del 1894 della “Rivista Mensile del C.A.I.”. Gilberto Melzi avvertiva:

«Qualunque altro cenno storico sul Cimone sarebbe superfluo dopo le numerose e dettagliate, descrizioni delle quali fu oggetto. Chi desidera conoscere nei suoi più minuti particolari la storia e le bellezze del Cimon della Pala, consulti la splendida opera del sig. ‘l’heodor Wundt: Die Besteigung des Cimone della Pala, illustrata da impareggiabili fototipie che possono dare, anche a chi non conosca il Gruppo di S. Martino, un’idea esatta di questa gemma delle Alpi Dolomitiche.»

Il termine “fototipie” è uscito dall’uso comune; ma l’aggettivo ha conservato pienamente il suo valore, accresciuto dal fatto che, a quel tempo, fotografare in montagna era impresa notevolmente complessa. La fatica del trasporto del pesante e ingombrante apparecchio fotografico, dell’indispensabile treppiede d’appoggio e della scatola delle lastre fotosensibili, non bastava a moderare il duplice entusiasmo dell’aitante ufficiale prussiano.

Aveva 34 anni, l’estate che dedicò all’esplorazione alpinistica del gruppo delle Pale, Theodor Wundt, allora comandante di compagnia e destinato ad una brillante carriera militare nella quale raggiunse il grado di generale di fanteria e al diritto di associare il prefisso “von” al cognome, in segno di nobiltà. L’entusiasmante campagna alpinistica del ’92, che produsse l’impareggiabile guida delle Pale, si colloca a 22 anni di distanza della prima scalata (da nord) del Cimon per opera degli inglesi Whitwell e Tuckett, accompagnati dalle guide Siorpaes (ampezzano) e Lauener, (svizzero), e sei anni prima della memorabile campagna della coppia Phillimore – Raynor, con le guide locali Bettega e Tavernaro. Eventi che sono testimonianza di un cambiamento in atto e di una sorta di concorrenza per la supremazia culturale, di cui neppure gli attori erano pienamente consapevoli.

Gli storici dell’alpinismo sono soliti indicare con l’espressione “Età d’oro” quella che va dalla fondazione dell’Apine Club (1857) e la conquista del Cervino (1865). Un periodo che, connotato dalla figura della Regina Vittoria, corrisponde alla massima tendenza all’espansione dell’impero, di cui anche il predominio inglese nella corsa alpinistica alla conquista delle cime maggiori è un aspetto non secondario. Tra le figure più rappresentative dell’alpinismo di quel tempo, insieme a William Mathews, John Tyndal, Horace Walker, troviamo John Ball e Leslie Stephen, che esplorarono le Alpi Occidentale, ma diedero anche un contributo fondamentale alla scoperta delle Dolomiti come “Terreno di gioco dell’Europa”.

L’intervallo di tempo che separa la conquista del Cervino dalle grandi realizzazioni alpinistiche di fine secolo – la sud della Marmolada, la sud della Tofana di Rozes, ecc. – fu teatro di grandi cambiamenti di mentalità e di uno scontro per il primato principalmente fra gli alpinisti inglesi e quelli di lingua tedesca. I principali fenomeni culturali furono l’evoluzione della tecnica su roccia delle guide alpine, la diffusione dell’alpinismo senza guida e l’alpinismo invernale. Theodor Wundt non fu estraneo a nessuno dei tre; ideando e praticando sia l’alpinismo invernale che quello führerless e, addirittura, diffondendo, tramite le sue testimonianze fotografiche, l’alpinismo femminile, segnatamente nella straordinaria figura di Jeanne Immink.

Nel 1996 la Cooperativa di Cortina compì una importante operazione di cultura alpinistica realizzando un’accuratissima edizione di “Wanderungen in den Ampezzaner Dolomiten” che era stato pubblicato da Wundt nel 1896. Che ora questo compito venga assunto dalle Aquile, con una edizione filologica del “Die Besteigung des Cimone della Pala” che, anche dal punto di vista editoriale sta alla pari con quella citata, è impresa che fa onore all’Associazione Guide di San Martino, quanto – anzi più che – una nuova via alpinistica aperta sulle immani pareti delle Pale capaci di produrre in chi le ammira una nuova sindrome di Stendhal.

Tuttavia, la poetica alpinistica a cui si ispirava Wundt era sostanzialmente quella a cui si rifacevano i gentlemen inglesi. Non per niente il Deutscher und Österreichischer Alpenverein venne fondato solo nel 1873, cioè 16 anni dopo che l’Alpine Club aveva iniziato a raccogliere e diffondere le discussioni, teoriche e realizzative, intorno alla natura dell’alpinismo. La prosa con cui Wundt parla delle sue imprese e descrive l’ambiente alpino si direbbe propria della letteratura alpinistica anglosassone, evitando i toni epici, in favore di un understatement che sfiora talvolta uno humor che sarà difficile ritrovare in quella tedesca degli anni successivi. di cui Eugenio Guido Lammer diventerà l’alfiere. Una caratteristica che fa meraviglia in un uomo cresciuto in un ambiente prussiano rigidamente militare, diviso fra la passione irrefrenabile per la montagna e quella artistica per la fotografia. I cultori di storia dell’alpinismo considerano l’iniziativa editoriale delle Aquile di San Martino alla stregua di una bellissima strenna natalizia.

_____
1) L’autore tedesco, già tenente generale del Württemberg, fu alpinista, fotografo e scrittore. Conobbe le nostre Dolomiti nel 1887, accompagnato dalle Guide Alpine Michele Bettega e Bortolo Zagonel. Partecipò a diverse prime ascensioni sulle Pale di San Martino — tra le più importanti, quella al Cimon della Pala — documentando tutto con la sua attrezzatura fotografica e pubblicandone il risultato nel 1892.

DIE BESTEIGUNG DES CIMONE DELLA PALA

Autore: Theodor Wundt
Editore: Aquile San Martino di Castrozza, 2021
Pagine: 71
Prezzo di copertina: € 45,00

Si può acquistare presso le edicole di San Martino di Castrozza e della valle di Primiero, e presso l’Hotel Regina di San Martino di Castrozza. Inoltre può essere prenotato tramite sms o whatsapp al numero +39.335.298.012 e spedito al domicilio.

Ledo Stefanini

Ledo Stefanini

Docente di fisica all'Università di Pavia (sede di Mantova), studioso di storia dell'alpinismo.


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