Racconto

L’odore del vento

Colpiva la mia essenza lasciandomi inerme oggetto del vento, chiedendomi quante altre pelli prima di infrangersi sulla mia erano state scoglio per quell’effluvio.

testo di Francesco De Bastiani, foto di Demis Scopel

21/03/2019
3 min

Di quel silenzio cercavo di carpire ogni segreto e pertugio inesplorato, magari con la pretesa di conoscere da dove proveniva e perché quella brezza accarezzava ogni lembo di pelle; se avessi avuto quella pretesa allora non sarei rimasto da solo, lì in quell’angolo di paradiso.

L’alito del vento colpiva ogni parte del mio volto ed io odoravo la freschezza di quel soffice spirare, spostando le narici, come fanno i cani, alla ricerca della direzione del suo tirare. Il sole generoso ma ancora timido, figlio di un inverno stanco e canuto, riscaldava l’aria di quello scorcio di stagione. La dimensione umana mi portava alla ricerca di una spiegazione circa il perché quel volume d’aria, in quell’angolo di giornata, colpiva la mia essenza lasciandomi inerme oggetto del vento, chiedendomi quante altre pelli prima di infrangersi sulla mia erano state scoglio per quell’effluvio.

Pelli diverse di colore diverso, predisposte forse diversamente dalla mia a ricevere quell’alito di niente. Cercavo una spiegazione e immaginavo gli infiniti volti e corpi bersaglio prima di me di quella brezza; non importava saperne il nome, la nazionalità, il colore, mi bastava sentirmi parte di un “sistema”, beneficiario senza averne fatto richiesta di un dono prezioso, ospite di un’eredità della quale è nota la paternità ma per la quale non occorre fare richiesta per goderne dei benefici, perché di quel “sistema” siamo figli e quindi eredi.

La dimensione umana che non può e non deve dare spiegazione a tutto e a tutti, lasciava la mia pelle sulle ali della brezza, per me dono inaspettato e gratuito. Che dimensione la nostra, in equilibrio tra l’ancestrale bisogno di fondersi con la radice bestiale, mai interamente sopita, e la voglia innata di innalzamento dalla posizione di quadrupedia alla posizione più nobile, quella eretta. L’abbiamo raggiunta la postura verticale della deambulazione corporea, mai raggiungeremo la verticalità assoluta del sapere e se mai ci sentiremo vicini all’assoluta verticalità, allora non saremo più in grado di porci domande per le quali sappiamo non esserci risposta. Ci stiamo avvicinando alla verticalità mentale sentendoci depositari di tanti teoremi, spendendo mille parole in profusi discorsi per i quali pensiamo di essere interlocutori credibili.

Mio padre ha speso poche parole per insegnarmi il rudimento del vivere o meglio l’arte del sopravvivere e quando tirandolo per la cinta chiedevo il perché, il più delle volte non dava risposta alle mie domande ma mi indicava di seguirlo e mi chiedeva di stare con lui. Non lo so se così facendo abbia appagato la risposta alle sue incertezze o lo abbia fatto per sopire i miei infiniti “perché”, ma ancora oggi se la brezza colpisce la mia pelle, rivolgo le narici verso il suo tirare e respiro a pieni polmoni il segreto odore di una risposta che mai arriverà e nell’illusione di sapere, penso a mio padre.

rivolgo le narici verso il suo tirare e respiro a pieni polmoni il segreto odore di una risposta che mai arriverà

Francesco De Bastiani

Alla continua ricerca del perché e del come… vivo al cospetto delle autentiche Dolomiti trovando l’essenza che mi aiuta a colmare il bisogno innato di certezze. Osservo con rinnovato sbalordimento l’immutato aspetto delle cime e ogni qualvolta si tingono di rosa, allora mi sento figlio prediletto di tanta magnificenza.


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

In Valturcana ho la casa vecchia dove sono nato e che cerco di tenere... In Valturcana ho la casa vecchia dove sono nato e che cerco di tenere in piedi, due pezzetti di prato ripido da falciare, un...

La nuova mostra del pittore Giorgio Serena, che inaugura a Bassano del Grappa a... La nuova mostra del pittore Giorgio Serena, che inaugura a Bassano del Grappa a gennaio 2024, è strettamente legata al suo territorio natale. «Per...

Quasi una stretta al cuore nel vedere sparsi sulle rocce di dolomia, esposte dopo... Quasi una stretta al cuore nel vedere sparsi sulle rocce di dolomia, esposte dopo millenni al sole, i pochi frammenti in legno di quella...

Dopo una navigazione “non euclidea”, a bordo di un’imbarcazione chiamata l’Impossibile, le autrici e... Dopo una navigazione “non euclidea”, a bordo di un’imbarcazione chiamata l’Impossibile, le autrici e gli autori del Blogger Contest 2021 sono approdati nell’isola-continente del...

Girando per le valli bellunesi ho percepito anche l’altra montagna, non solo quella da... Girando per le valli bellunesi ho percepito anche l’altra montagna, non solo quella da cartolina, una montagna che resiste, che lotta contro lo spopolamento,...

Quando arriviamo al bivacco è già gremito. Noi siamo le ultime due persone che... Quando arriviamo al bivacco è già gremito. Noi siamo le ultime due persone che hanno diritto ad un letto. È pomeriggio inoltrato ma il...

Per invertire lo spopolamento degli Altipiani Cimbri, un progetto di "Coliving" ha messo a... Per invertire lo spopolamento degli Altipiani Cimbri, un progetto di "Coliving" ha messo a disposizione 4 alloggi con affitto gratuito per 4 anni. Da...

“Quando la geografia venne a mancare” è il racconto di un’esperienza vissuta...... “Quando la geografia venne a mancare” è il racconto di un’esperienza vissuta......

Sono qui per chiederti di guardare in alto, di vedere nuovamente il sole che... Sono qui per chiederti di guardare in alto, di vedere nuovamente il sole che ad un certo punto del pomeriggio infila i suoi raggi...

Ho sempre vissuto a due passi dalle montagne, tra le montagne. Ricordo con dolcezza... Ho sempre vissuto a due passi dalle montagne, tra le montagne. Ricordo con dolcezza il periodo in cui ogni domenica ci si svegliava all’alba...