Racconto

Lost in Prealps

Un lungo trail da percorrere con una mountain bike o con una gravel attraverso le Prealpi Trevigiane

testo di Manuel Gatto, foto di Tommaso Meneghin e Christian Bazzo

09/05/2018
7 min

Lost in Prealps è prima di tutto un’esperienza. La condivisione di una forte passione per la bicicletta, per l’esplorazione delle montagne al margine dei flussi turistici. Non è una competizione sportiva ma un raduno di appassionati delle due ruote: bikepackers, amici, conoscenti, pedalatori alle prime armi, chiunque desideri cimentarsi in autonomia su un percorso di 200 km e 6000 metri di dislivello attraverso le Prealpi trevigiane. Dal Monte Grappa al Cesen, dal Visentin fino alla foresta del Cansiglio, percorrere queste strade significa scoprire luoghi di natura selvaggia e panorami mozzafiato con scorci a nord sulle Dolomiti e a sud su Venezia ed il Mar Adriatico. Il percorso si sviluppa per la maggior parte su strade poco trafficate, mulattiere e sentieri offrendo a tutti gli appassionati di bikepacking la possibilità di conoscere e scoprire queste montagne in pochi giorni. L’appuntamento è per il 23 giugno 2018 a Castelfranco Veneto.

Le Prealpi trevigiane, un territorio tutto da esplorare, selvaggio e primitivo

Le Prealpi trevigiane sono una catena montuosa che si estende tra la Val Belluna a nord e la pianura trevigiana a sud. Lungo questa dorsale che collega il Monte Grappa al Pian di Cansiglio si innalzano cime più o meno conosciute come il monte Cesen ad est, i monti alle spalle di Cison tra cui il Col de Moi, passando per il monte Cimone, il Colle Agnellezze, su e giù per il sentiero delle creste fino al Col Visentin, il più maestoso tra tutti con i suoi 1760 metri di altitudine.

L’origine di questo territorio risale a circa 180 milioni di anni fa. Nel Giurassico queste zone erano sommerse da un grande mare che costituiva il bacino bellunese, in questo periodo vi fu la formazione rocciosa con la deposizione delle dolomie, i calcari bianchi e rossi visibili tutt’ora tra la famosa valle del San Boldo e il paese di Miane. Nei successivi periodi storici tutta l’area delle Dolomiti e Prealpi cominciò a sollevarsi, da quel momento iniziò il lungo processo di conformazione e modellamento di tutte quelle creste, cime e valli che tutt’ora formano il colorato e selvaggio quadro panoramico delle Prealpi Trevigiane.
Pensando alla loro storia, ci sentiamo piccoli e a tratti insignificanti, questo territorio tutto da esplorare è selvaggio e primitivo; non si può dire di conoscerlo dopo qualche trekking domenicale, non si può dire di averlo scoperto neanche dopo anni di cammino nei suoi sentieri. Nemmeno chi, sui pratoni del Cesen porta ogni estate le vacche al pascolo è sicuro di aver esplorato ogni angolo di queste montagne. Nel mio caso, credo di aver appena iniziato ad assaporare tutto questo.

Tra le montagne che fin da piccolo vedevo alle mie spalle

Ho 28 anni e da circa metà della mia vita ho iniziato a pedalare e camminare nel territorio che mi sta intorno, in particolare tra le montagne che fin da piccolo vedevo alle mie spalle, e che da lì a poco divennero parte importante dei miei fine settimana.
Quante volte da bambini abbiamo sentito la necessità di uscire e scoprire cosa c’era lì fuori? Quanti sogni in cui noi eravamo i giocatori, e il mondo il nostro tavolo da gioco?
Per me sono stati molti, è per questo che ho deciso di scoprire la parte più accessibile prima di affrontare lunghi e dispendiosi viaggi all’estero, vedere il territorio in cui vivo, quello in cui sono nato. Lost in Prealps nasce proprio da questo desiderio, dalla necessità di esplorare le montagne che vedevo dalla cucina di casa fin da bambino. Le tre cime che ammiravo in lontananza erano lì, ad abbracciare il Crodon del Gevero noto per il suo più famoso bivacco Ai Loff, un grazioso riparo incastonato su di un perfetto balcone di roccia con vista sulla pianura.

Dal Monte Grappa al Cesen, dal Visentin fino alla foresta del Cansiglio.
200 km e 6000 m di dislivello.

Un trail da percorrere con una mountain bike o con una gravel

Da piccolo attraversare tutto l’arco prealpino per raggiungere queste montagne mi sembrava impresa epica, poi nel tempo, appassionandomi di trekking ma ancor di più di trail e viaggi in bicicletta, l’obbiettivo fu sempre più vicino.
Ricordo che un giorno preparai la mia Riding in Circles e le mie borse da bikepacking, presi il treno fino a Bassano del Grappa e in solitaria cominciai a percorrere il mio percorso ideale.
Avevo solo immaginato come potesse essere pedalare per duecento chilometri su quei monti, ma avevo pianificato in modo dettagliato tutti i punti d’interesse, le zone panoramiche e i tratti di strada legati in qualche modo alle nostre tradizioni. Fu una sorpresa vedere dal primo all’ultimo chilometro le imponenti Dolomiti a nord e la vasta pianura trevigiana a sud, lo spettacolo del tramonto con i suoi molteplici colori e l’alba con quella sua tenue foschia che accentua i rilievi e la profondità dei paesaggi.
Decisi che quel percorso doveva diventare un riferimento, un trail percorribile con una mountain bike o con una gravel, Lost in Prealps doveva regalare a tutti gli appassionati quello che aveva regalato a me in quei due magnifici giorni.

Perdere il senso del tempo in mezzo alla natura

Perdersi tra le Prealpi è una metafora, significa perdere il senso del tempo in mezzo alla natura, lasciarsi trasportare ed inseguire i profumi del sottobosco, significa esplorare i propri confini.
Come possiamo non fermarci ad ammirare i diversi tipi di vegetazione che caratterizzano queste montagne? Dalle colline con le coltivazioni di prosecco, ai boschi di carpino nero, tiglio e acero fino alle faggete e le conifere. Un insieme di diversi colori e strutture che si dirada nelle cime più alte con prati in fiore occupati nelle stagioni più calde da pascoli di vacche e pecore.
Perdersi tra le Prealpi significa anche assaporare i prodotti che queste terre, con l’aiuto dell’uomo e degli allevamenti, possono offrirci. Le malghe sono parte integrante di queste zone, punti cardinali per chi, oltre al piacere dei bellissimi panorami, gode nel assaporare i gusti tradizionali come i formaggi e i salumi che in quota si sa, hanno tutto un altro sapore.

Lost in Prealps è tutto questo. Un weekend tra amici nei due giorni più lunghi dell’anno, nel solstizio d’estate. Si parte il 23 giugno 2018 da Castelfranco Veneto, in totale autonomia, per raggiungere il rifugio Posa Puner il fulcro dell’evento, seguendo la traccia GPX consigliata. Il “raduno”, sul monte Cesen, sarà il punto di incontro dei partecipanti, luogo perfetto per una pausa, una birra in compagnia o un pasto caldo.

Tutte le informazioni necessarie per partecipare a Lost in Prealps si trovano nel sito web www.lostinprealps.com e tutti gli aggiornamenti nei social network Facebook e Instagram.
Un ringraziamento speciale a chi supporta il progetto: Elastic Interface, si Riding in Circles, Oxeego. Ai partners: The Pill Magazine e i fotografi Tommaso Meneghin e Christian Bazzo.

Decisi che quel percorso doveva diventare un riferimento, un trail percorribile in mountainbike o con una gravel

Manuel Gatto

Appassionato di autodidattica coltivo le mie passioni cercando di incastrarle nella vita quotidiana. La distanza è la bicicletta, l’andare piano i miei piedi, l’adrenalina la mia tavola da snowboard. Rincorro mille idee riuscendo a volte, in qualcosa di serio. Lost in Prealps è una di quelle, scrivo delle Prealpi Trevigiane e dell’esplorazione in bicicletta sperando di vedere un giorno cicloturisti e bikepackers immersi nel verde di queste meravigliose e selvagge montagne godersi sereni, un cielo colmo di stelle.


Link al blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esplora altre storie

20 dicembre 2020, ore 9.20: domenica prenatalizia. Gli anziani al bar del piccolo paesello di... 20 dicembre 2020, ore 9.20: domenica prenatalizia. Gli anziani al bar del piccolo paesello di San Vittore del Lazio sembrano non accorgersi del mio arrivo....

Ci siamo innamorati della parete est del Rosa quando mia moglie, consapevole del fatto... Ci siamo innamorati della parete est del Rosa quando mia moglie, consapevole del fatto che stavo rischiando la “sindrome di burnout” per svariati motivi,...

In questo inimmaginabile 2020 uno dei pochi aspetti positivi che credo rimarrà è l'importanza... In questo inimmaginabile 2020 uno dei pochi aspetti positivi che credo rimarrà è l'importanza di apprezzare ogni semplice momento di vita vissuta, ogni emozione...

Siamo ai Bellotti, alle pendici orientali del monte Coppolo, antica borgata del Comune di... Siamo ai Bellotti, alle pendici orientali del monte Coppolo, antica borgata del Comune di Lamon. Giulio Tollardo, unico abitante, è il protagonista di questo...

C'è una cresta alla fine del mondo, ed anche all'inizio. Ci sono un fuoco,... C'è una cresta alla fine del mondo, ed anche all'inizio. Ci sono un fuoco, un vecchio, ed una viaggiatrice....

E tu, ce l'hai un posto del cuore? Vi siete mai chiesti quali storie... E tu, ce l'hai un posto del cuore? Vi siete mai chiesti quali storie si nascondono dietro a un nome? Lo ha fatto Camilla...

Un fratello e una sorella salgono in vetta alla loro grande montagna, per un... Un fratello e una sorella salgono in vetta alla loro grande montagna, per un regalo di compleanno che, metro dopo metro, diventa - anche...

Ehh, io le ho già viste quelle donne temerarie arrampicarsi sulle clave di pietra,... Ehh, io le ho già viste quelle donne temerarie arrampicarsi sulle clave di pietra, pronte ad usarle per difenderci e salvarci dall’estinzione....

Quando si cerca qualcosa che ancora non si conosce si inizia sempre da qualcosa... Quando si cerca qualcosa che ancora non si conosce si inizia sempre da qualcosa che si conosce....

l libro è tutto spiegazzato, usurato da molti occhi e mani. Non ne avevo... l libro è tutto spiegazzato, usurato da molti occhi e mani. Non ne avevo mai sentito parlare, prima, e ha un titolo un po’...