Kanchenzonga da Sud: la cresta a destra - la Zemu Ridge con il Zemu Peak - è la meta reale della Spedizione K2014.it in partenza il 12 aprile. Il Thanglha è invece la meta simbolica e letteraria del romanzo di situazione.

Kanchenzonga da Sud: la cresta a destra – la Zemu Ridge con il Zemu Peak – è la meta reale della Spedizione K2014.it in partenza il 12 aprile. Il Thanglha è invece la meta simbolica e letteraria del romanzo di situazione.

capitolo . 1

Il capospedizione Bruno Brunelt, della spedizione Thanglha, aveva una fisionomia che, stando alle materiali apparenze, rifletteva con assoluta serietà il suo animo: non presentava particolari segni di fermezza o di scarsa intelligenza; non aveva segni caratteristici di sorta; era semplicemente comune, inerte e tranquilla.

La sola cosa che, a volte, il suo aspetto forse poteva suggerire era la timidezza; infatti quando in città, arso dal sole e con un leggero sorriso sulle labbra, sedeva negli uffici governativi, egli teneva sempre lo sguardo basso. Se alzava gli occhi, si vedevano che erano color ardesia e guardavano diritto. I capelli neri e molto corti, punteggiati di bianco, avvolgevano fittamente l’ampia volta del cranio. Ancora più a filo e brizzolati, invece, i peli della faccia parevano punte d’aghi d’acciaio stesi con misura su pelle smerigliata; mentre, a ogni movimento della testa, accesi riflessi di metallo balenavano sulla superficie delle gote. Era di statura appena superiore alla media, con le spalle ben quadre, e così agile di membra che gli abiti sembravano spesso inadeguati per le braccia e le gambe. Quasi insensibile alle differenze di clima dovute al variare delle altitudini, portava sempre un basco di colore scuro, un completo pure scuro e scarponi neri grossolani. Una simile tenuta da passeggio dava alla sua grossa figura un’aria di eleganza rigida e strana. Sul polso aveva allacciato un vecchio orologio con altimetro e, quando lasciava i monti per scendere in città, stringeva immancabilmente nel pugno forte e villoso un elegante bastone in legno di raffinatissima fattura, un ricordo paterno, in generale verniciato di fresco. Ettore, il giovane primogenito, accompagnando suo padre all’aeroporto, si arrischiava a dirgli talvolta con la più grande gentilezza «Permettete, papà», – e impadronendosi rispettosamente del bastone alzava la punta, l’avvolgeva in un morbido panno, lo strofinava, per farlo sparire nella custodia di famiglia; eseguendo l’operazione con una faccia così grave da costringere Charles Evans, lo storico compagno di cordata del padre, che sulle transenne sorbiva il profumo del suo sigaro quotidiano, a voltarsi in là per celare un sorriso. «Ah, sì! Benedetto bastone… Grazie, Ettore, grazie», borbottava cordialmente il capospedizione Bruno Brunelt alzando timidamente lo sguardo.

Fornito d’immaginazione quel tanto, e non più, che gli bastava per tirare avanti da un giorno all’altro, era un uomo tranquillo e sicuro di sé; ma per lo stesso motivo nient’affatto presuntuoso. È l’immaginazione che rende il superiore suscettibile, autoritario e difficile da contentare; ogni spedizione comandata dalla guida alpina Bruno Brunelt era invece la dimora imperturbabile dell’armonia e della pace. In verità, fare un volo con la fantasia era per lui altrettanto impossibile quanto per un orologiaio montare un cronometro avendo come utensili un martello da un chilo e una sega da tronchi. Nel caso della guida alpina Bruno Brunelt, per esempio, era impossibile capire che cosa mai avesse potuto indurre a scappare per darsi alla vita della alte quote quel figlio tanto ossequiente di un piccolo falegname di Venezia. Eppure aveva compiuto quel passo, improvviso, a vent’anni. Il che, a pensarci su, era sufficiente a suggerire l’idea d’una mano immensa, potente e invisibile che s’introduce nel formicaio del mondo, afferra gli uomini per le spalle, sbatte le teste fra di loro, e dirige i volti incoscienti della moltitudine verso inconcepibili mete e impensate direzioni.
Il padre non gli aveva mai perdonato quella sciocca disobbedienza. «Avremmo potuto tirare avanti anche senza di lui, – soleva dire più tardi, – ma c’è il laboratorio. E poi, un figlio unico!». La madre pianse molto per la sua scomparsa. E poiché non gli era venuto in mente di lasciar parola dietro di sé, fu pianto come morto fin quando, dopo otto mesi, arrivò la sua prima lettera da Skardu. Era molto succinta, conteneva questa informazione: «Durante l’avvicinamento al campo base del K2 abbiamo avuto tempo bellissimo». Ma senza dubbio, nell’animo dello scrivente, la sola notizia degna di rilievo era che il capospedizione, quel giorno stesso, lo aveva inaspettatamente scelto per la cordata di punta che avrebbe tentato l’ascensione l’indomani. La madre pianse di nuovo abbondantemente, mentre il padre espresse la sua emozione commentando: «Bruno è uno stupido». Era un uomo corpulento, con una tendenza all’ironia maliziosa, tendenza che esercitò sino alla fine dei suoi giorni nel rapporto con il figlio, con una venatura di compatimento, come avesse a che fare con una persona un po’ deficiente.

Le visite di Bruno Brunelt a casa furono necessariamente rare, e nel corso degli anni inviò altre lettere ai suoi, informandoli delle successive ascensioni e dei suoi movimenti per il vasto globo. In tali missive si potevan trovare frasi di questo genere: «Qui fa un gran freddo». Oppure: «Il giorno di Natale alle 4 del pom. siamo stati bloccati da grandi seracchi». I vecchi finirono per imparare una gran quantità di nomi di spedizioni, e dei capi che le comandavano, nomi di sostenitori inglesi e tedeschi, nomi di gruppi montuosi, catene, passi, colli, nomi esotici di villaggi lontani dove ci si ferma per caricare i portatori, nomi di montagne remote, e il nome della ragazza del figlio. Si chiamava Luisa. Non gli venne mai in mente di dire se trovava carino quel nome. E poi i vecchi morirono.

A tempo debito giunse il giorno del matrimonio di Bruno Brunelt, seguendo di poco il gran giorno in cui prese il primo comando di una spedizione.

Tutti questi avvenimenti erano accaduti anni prima di quella mattina in cui Bruno Brunelt, in piedi nella tenda mensa della spedizione Thanghla, osservava la discesa di un barometro di cui non aveva ragione di dubitare. La discesa – considerata l’eccellenza dello strumento, la stagione dell’anno e la posizione degli alpinisti sulla montagna – era di cattivo augurio; ma la faccia abbronzata dell’uomo non lasciava trapelare alcun segno di agitazione interna. I presagi per lui non esistevano affatto, ed era incapace di cogliere l’avvertimento di un indizio finché il fatto compiuto non gli avesse aperto proprio gli occhi. «È in discesa, non c’è dubbio, – pensò. – In giro dev’esserci un brutto tempo non comune». (continua…)

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SNOWSTORM — Reportage di un’assenza dalla rete — Spedizione k2014.it (clicca per aprire)

K2014.it | East HimalayaTeam | Intervista ad Alberto Peruffo |

SNOWSTORM // L’ULTIMA SPEDIZIONE DI BRUNO BRUNELT
Un romanzo di situazione scritto da Joseph Conrad, Ugo Mursia e Alberto Peruffo
1000 e più variazioni sopra un manoscritto di Joseph Conrad, egregiamente tradotto da Ugo Mursia, ri–situazionato da Alberto Peruffo

Joseph-Conrad_01Joseph Conrad (1857-1924), nato in Ucraina, ma rimasto ben presto orfano di entrambi i genitori, fu affidato alla tutela di uno zio e, appena diciassettenne, partí per Marsiglia spinto da un’irresistibile vocazione per la navigazione. Per vent’anni viaggiò in quasi tutti i mari. L’attenzione suscitata dal suo primo romanzo lo indusse a lasciare la Marina e a stabilirsi in Inghilterra (aveva ottenuto nel frattempo la cittadinanza inglese) per dedicarsi all’attività letteraria. Della sua opera, Einaudi ha pubblicato: Heart of Darkness. Cuore di tenebra («ET Classici»); The Shadow-Line. La Linea d’ombra (serie bilingue); Vittoria; Typhoon. Typhon. Tifone (serie trilingue ed «Einaudi Tascabili»). Racconti di mare e di costa, La freccia d’oro e Vittoria. Un racconto delle isole.

Ugo_Mursia_01Ugo Mursia (1916-1982) è stato uno dei maggiori editori italiani, uomo di lettere e impegno civile, fondatore dell’omonima casa editrice. La sua personale passione per il mare e la navigazione lo spinge verso Joseph Conrad. Sin dagli anni giovanili colleziona edizioni originali e di letteratura critica sull’autore, ma soprattutto intraprende traduzioni e studi. I suoi articoli, pubblicati principalmente su riviste scientifiche e letterarie, italiane e straniere, sono stati raccolti in Ugo Mursia, Scritti conradiani, a cura di Mario Curreli, Mursia, Milano, 1983. Oltre alle traduzioni di Typhoon (1959), Le sorelle. Romanzo incompiuto (1968) e Cuore di tenebra (1978), l’attività di Mursia come esperto conradiano culmina nell’edizione critica dell’intera opera del romanziere anglo-polacco, uscita in cinque volumi tra il 1967 e il 1982 per i tipi della sua stessa casa editrice. A Mursia si deve anche la traduzione italiana della biografia di Joseph Conrad scritta da Jocelyn Baines (1960) e la pubblicazione dell’edizione italiana della rivista statunitense Conradiana. A journal of Joseph Conrad studies, fondata nel 1968. La passione per Conrad lo porta a raccogliere cimeli, documenti, prime edizioni e a finanziare una spedizione in Tasmania per recuperare la prua dell’Otago, il brigantino comandato dallo scrittore che era affondato in quelle acque.

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Alberto Peruffo (1967), fondatore nel 1999 del progetto culturale Intraisass – Rivista di letteratura, alpinismo e arti visive, il più antico progetto di letteratura di alpinismo comparso in Rete, è il capospedizione di K2014 CAI-150, spedizione esplorativa nell’area Zemu del Kanchenzonga per i 150 anni del Club Alpino Italiano. Per scelta personale ha deciso di “uscire dalla Rete attiva” nel 2012 in preparazione della nuova spedizione e di architettare per l’occasione un “Reportage di un’assenza dalla Rete” come progetto di comunicazione. A causa del divieto dell’uso di apparecchiature satellitari nell’area esplorativa del Kanchenzonga, sotto giurisdizione indiana, saranno inviati come aggiornamento dei “dispacci” tramite staffette (amici e gente del luogo al seguito della spedizione), senza la certezza che arriveranno a destinazione. Se arriveranno, saranno pubblicati prontamente da altitudini.it nel corso della pubblicazione del Romanzo di Situazione, provocatorio sostituto del diario classico di spedizione e della moltitudine di messaggi e di informazioni che caretterizzano l’epoca dei social network. Ricordiamo che Alberto fu tra i primi sperimentatori in assoluto delle comunicazioni satellitari dai campi base, tra cui la memorabile Spedizione Chiantar 2000 nell’Hindu Kusk pakistano, Premio Paolo Consiglio CAAI 2001. Leggi qui l’intervista che introduce l’esperimento. Storyboard visuale dei più importanti progetti e interventi culturali di Alberto.

ABSTRACT
Himalaya orientale. Un uragano di neve e valanghe mai visto prima da occhi umani si scaraventa sul Campo Base e sui fianchi della montagna più alta del mondo ancora da scalare, meta di un’ambiziosa spedizione internazionale. Gli strumenti digitali moderni si scontrano con l’esperienza del vecchio capospedizione. Su ai campi alti gli scalatori non hanno vie di fuga. Al Campo Base accade l’impensabile: alpinisti e portatori sono travolti dalla calamità naturale e dall’impasse sociale che ne consegue, fatti inimmaginabili anche al più esperto degli esploratori. Sarà l’ultima avventura del mitico capospedizione Bruno Brunelt e del figlio Ettore?
Niente di meglio di un cambio radicale di situazione dimostra l’efficacia e la maestria delle parole di un grandissimo scrittore e del suo traduttore. Un romanzo insuperato – «Il più alto esempio di letteratura di mare» scriveva André Gidé subito dopo aver letto Tifone di Joseph Conrad – sulla soglia della più straordinaria prova, accattivante anche per il più insensibile dei lettori: il cambio di situazione.

Dal mare alla montagna una delle più audaci prove di letteratura per noi concepibile.
Tra i personaggi alcuni dei grandi protagonisti poco conosciuti della storia dell’alpinismo mondiale.

«… Si chiamano bufere di neve ad alta tensione. SNOWSTORM… Ad Ettore pareva non andasse… Non si vedono nelle immagini del satellite… Non potevo permettere…»

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