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Eliski nel futuro delle Alpi? E’ sempre più nutrito il coro di chi di dice “No, grazie” e, domenica 29 marzo, sarà la volta della Val Formazza (VB).

Una piccola valle, nell’estrema propaggine nord del Piemonte, un passato Walser e, in tempi più recenti, qualche crisi di identità, che non ha fatto bene al turismo. Eppure la Formazza è bellissima, tra ghiacciai a quote relativamente bassi e pascoli da cui nasce il famoso formaggio Bettelmatt, luoghi remoti e selvaggi, dove ritrovare il gusto perduto della solitudine in tutte le stagioni.
Industria idroelettrica e mineraria non sono andate per il sottile da queste parti: cave di gneiss e tralicci hanno lasciato il segno su un territorio che, d’altro canto, vede una presenza molto limitata degli impianti sciistici a favore di discipline a più basso impatto ambientale, come lo sci di fondo e lo sci-alpinismo.
E l’eliski? Si tratta di un’attività che, in Ossolai, ha iniziato a fare capolino qualche anno fa e che, soprattutto in un ambiente come quello alpino, ben diverso dagli sconfinati spazi dell’Alaska e del Canada, ha profondamente diviso le opinioni anche nell’ambiente delle guide alpine (ricordiamo il gesto di Popi Miotti che proprio in questo contesto ha rinunciato al titolo).

“Noi, gente di montagna, dobbiamo mirare a tutelare le risorse rimaste, quelle nevi, quell’acqua, quel suolo, quei boschi, quegli animali, quelle rocce, quell’architettura che, se preservati e valorizzati in maniera intelligente ed onesta, potranno dare benessere, benefici e lavoro anche ai nostri figli, per chi ha la fortuna e l’impegno di averli. E’ in quest’ottica che eliski e motoslitte ad uso ludico vanno fermati” .

Così si scrive in un documento dal titolo “No eliski nel futuro della montagna”, inviato il 27 aprile 2012 da istituzioni e amici dell’Ossola alle autorità regionali e locali. Firmano il documento associazioni come Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Pro Natura Torino, Cipra Italia, Dislivelli e molti altri, insieme alle guide alpine Alberto Paleari e Marco Tosi.
Un’attività ritenuta ad alto impatto ambientale quella dell’eliski, peraltro appannaggio di pochi privilegiati, e senz’altro non in linea con un’idea di turismo sostenibile nell’ottica del documento. che afferma inoltre:

“in un’Italia scossa da una crisi epocale, economica ma anche politica, sociale e di identità culturale è necessario capire che l’unica strada da percorrere è quella di cercare di agire nel rispetto della sola Terra che abbiamo e che ci dà l’opportunità di vivere, nell’intraprendere azioni, iniziative, lavori che guardino alla sostenibilità, ossia che siano sopportabili da una Terra già gravemente malata perché male e troppo abitata e spudoratamente sfruttata in tutte le sue risorse”.

Le sezioni CAI Est Monterosa sostengono l’iniziativa mentre si sono chiamate fuori Formazza e Macugnaga, ritenendo che l’attività degli elicotteri sia sufficientemente limitata nel tempo e nello spazio per non impattare sull’ambiente in maniera decisiva.
Ma a tanti frequentatori della montagna l’idea di utilizzare l’elicottero come mezzo di intrattenimento non piace, e non piace soprattutto sulle Alpi, un ecosistema già fragile, ampiamente antropizzato e dagli equilibri estremamente delicati che chiedono rispetto.

Per chi volesse unirsi al raduno ecco il programma:

No Eliski in Val Formazza”: Ritrovo a Valdo di Formazza alla partenza della seggiovia del Sagersboden domenica 29 marzo ore 8.00. Valdo – Risalita con la seggiovia – strada della Val Vannino – diga del Vannino – lago Sruer – passo Lebendun o del Vannino (chi non desidera prendere la seggiovia, può salire da Canza per la vecchia mulattiera Walser fino all’arrivo della seggiovia). Discesa e ritrovo al rifugio Myriam per foto, firma manifesto e saluti. Possibilità di pernottamento la sera precedente presso rifugio Myriam su prenotazione tel 0324/63154.
Nota: l’adesione è volontaria e ogni partecipante, autonomamente e responsabilmente, provvede ad attivare ogni azione di auto protezione per la gestione del rischio connesso alla pratica sci-alpinistica e del fuoripista (ARTVA, pala, sonda e… testa!). E se il meteo è brutto? Non rinunciamo ma ci fermiamo e ristoriamo al rifugio. Per la logistica: Nicola Pech 339.6989121.

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Simonetta Radice autore del post

Simonetta Radice | Giornalista pubblicista, addetta comunicazione. Da sempre amo la montagna e tutto ciò che ha a che fare con essa. La libertà è un poco al di là delle tue paure. Vivo tra Milano e Gignese (VB) e questo è il mio blog http://estateindiana.wordpress.com/

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