Su Alto (2951 m), confronto del 11.2013 con il 10.2014

Su Alto (2951 m), confronto del 11.2013 con il 10.2014

La notizia era arrivata puntuale, ma oramai ci stiamo facendo l’abitudine.

Qualcuno, fatalista, dice che le montagne prima o poi devono crollare perché anche loro invecchiano e si “squamano”, o perdono pezzi, alle volte di notevoli dimensioni. 

[Un altro crollo sulla Torre Su Alto, in Civetta
Nella mattinata del 28 settembre 2014, un costone roccioso alto circa 150 metri e largo 20 è crollato dal versante nord-ovest del Civetta, interessando la Torre Su Alto che già aveva subito un catastrofico franamento nel novembre del 2013.
Attorno alle undici alcuni escursionisti hanno dato l’allarme dopo aver sentito un forte boato. L’elicottero dei Vigili del Fuoco si è alzato in volo e, dopo un sopralluogo, ha escluso il coinvolgimento di persone così come l’interessamento di sentieri o vie.
“Si è trattato di un crollo davvero imponente. – ha dichiarato il vice comandante del corpo forestale di Belluno, Isidoro Furlan – Una sassaiola importante si era verificata qualche giorno prima sempre in quell’area, ma poi il fenomeno si era bloccato, fino a ieri mattina quando una parete di vaste dimensioni si è staccata dalla montagna, rovinando a valle con un boato enorme e sollevando una gran quantità di polvere che è stata visibile a online casino lunga distanza. Si tratta però di un evento naturale che si è concluso con questo crollo.»
]

Pur comprendendo che tutto ciò è nell’ordine delle cose, un “evento naturale”, come conclude il comunicato, gli amanti del Civetta e delle sue pareti, continuano a soffrire per il nuovo sfregio che colpisce uno degli angoli alpinisticamente più eleganti e “pregiati: la Cima Su Alto.
Nel novembre del 2013 alcuni di questi si recarono a fotografare quanto era successo.
Tra questi, mia cugina Marisa Tibola, residente a Canale d’Agordo, si recò alle pendici del Sasso Bianco a fotografare e mi inviò alcune foto di documentazione.
Ad undici mesi di distanza l’amico Francesco Pompoli, ferrarese, è corso, quasi in pellegrinaggio, a fotografare il nuovo crollo che ha interessato l’oramai ex spigolo della Su Alto.
Ho messo a confronto due di queste foto dalle quali si nota bene come questo nuovo crollo abbia rifinito (molto in negativo) l’opera di distruzione di una delle più belle pareti delle intere Dolomiti, cancellando luoghi in cui sono state scritte gloriose pagine di storia dell’alpinismo.

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Gabriele Villa autore del post

Gabriele Villa | Appassionato di montagna da sempre, è istruttore regionale di alpinismo (IA) dal 1984, ancora in attività, è stato per diciotto anni vicepresidente della sezione CAI di Ferrara e attualmente ne è il Segretario. Blogger del sito intraisass dal 2005, è redattore del sito intraigiarùn che cura assieme ad alcuni amici.

2 commento/i dai lettori

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  1. Giuseppe Lovato il6 giugno 2015

    Non trovo niente di anormale in ciò, ultimamente anche le Laste dell’Antelao sono franate, è una cosa normale, dovuta alla fragilità della pietra, sia Dolomitica che Alpina. Che mi ricordi io da sempre frana qualcosa, in grande misura che in piccola misura, tutto è relativo. Chissà come saranno le nostre Dolomiti trà cento anni, noi non saremmo quì a denunciarlo, solo che con i grandi reperti fotografici moderni ne avremo prova, con le poche dagerrotype del passato no. Tutto quì

    • Gabriele Villa
      Gabriele Villa il14 luglio 2015

      Hai ragione Giuseppe, non c’è nulla di anormale in tutto ciò e lo sappiamo bene. Tutto è caduco, tutto si trasforma e, infine, finisce, pur se con tempi e modi diversi. Ciò non di meno ne prendiamo atto con dispiacere, a volte con dolore, come in questo caso. La Torre Su Alto non è solo una montagna, ma una pagina di pietra del libro della storia dell’alpinismo dolomitico e che sia stata strappata addolora. Tutto qui.

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