La bolla di sapone

di Omar Gubeila (Tolmezzo, UD)

Sveglia presto, tanta voglia di andarmene in giro per i monti. Vestiario ridotto confidando nelle ultime belle giornate.

Senza destinazioni mi affido al mio mezzo che ci dirige a N, verso l’alpe, sono felice.
Il sole sorge mentre parcheggio nei pressi del rifugio in piena solitudine.
Larici che dal verde acido si trasformano in giallo intenso, con sfumature arancioni.
Calcare grigio in pieno contrasto con il cielo blu del giorno nuovo.

Mi addentro in una strana atmosfera. Il vento soffia freddo; attorno la nebbia corre veloce portando via il sole e i punti di riferimento.
Gelo ovunque, più mi addentro in questo freddo  tunnel più l’incomprensione cresce e mi spinge ad avanzare verso il nulla. Non ho presente dove sia finito.

Cresce un’agitazione indecifrabile, un presentimento che con il cammino si trasforma nella ricerca di una non ben precisata “cosa”.
Sono nei pressi della Grotta di Attila, decido di farci un giro; munito di frontale mi addentro all’interno.

L’ antro stretto ha come pavimento un ruscello che filtra dall’esterno. A 30 m dall’ingresso l’acqua sul fondo non permette di proseguire.. Spengo la luce e valuto la possibilità di uscirne senza.

Cos’è!?

Il cuore batte all’impazzata.
E’ nel buio – niente di pauroso, una suadente risata sommessa che, manifestandosi, per un attimo ha alleggerito la cappa di oscurità.
Comincio a credermi pazzo, forse il freddo mi ha preso la testa.
E’ il caso di uscire, velocemente.
Riprendo il cammino fino ad una sella di confine, poi mi dirigo verso la Creta di Aip.
Il sentiero segue la displuviale; oltrepasso mughi ricche di sassi dalle svariate forme, in bilico tra l’Austria imbiancata e l’Italia indossante tonalità autunnali.
La nebbia mi accompagna ancora.
Sembra la Scozia questa montagna carnica: dai prati emergono dolmen di un calcare simile al granito, vecchio, arrotondato e ricoperto di licheni come le pietre celtiche che si vedono nelle cartoline.

Il dissolversi della nebbia e la prorompenza del sole sono tali che mi strappano un “oh!”.

La giornata è splendida e mite.
Il sentiero taglia tutto il versante, a ridosso delle pareti mi fermo a studiarne le vie.
Di nuovo quella cosa! Proviene dalla sella sovrastante! Attorno non c’è anima viva.

Il panorama è magnifico, il classico mare di nebbia.. Mi stendo a terra e mi godo tepore e ambiente solitario.
Forse alla vicina sella troverò la fonte di queste mie “visioni” e mi ci dirigo… Niente!
Poi è la, nuovamente sghignazzante, sul sentiero verso la Creta di Rio Secco.

Lì dietro non ci son mai stato, faccio una capatina… E su per il sentiero sassoso. Trovo tratti ghiacciati dove gli animali del posto son passati in massa. Il ghiaccio lascia posto alla neve polverosa che ora ricopre tutto.
La “cosa” oramai è distinguibile. E’ là, in cima.

Il paesaggio carsico è alienante.

Il sentiero valica ponti naturali tra inghiottitoi enormi, tutto è bucato, calcare e neve, erosione e ghiaccio.
E’ scomparsa, non si sente più; persa mentre curiosavo in questi buchi. Fare tanta strada inseguendola per smarrirla è una presa in giro per me stesso!
Non resta che salire alla cima. Ci arrivo in breve.
Sono contento, il panorama è eccezionale.
Godo della mia solitudine perdendomi nei miei pensieri.

Mangiando sento un rumore lì vicino. Batto con gli scarponi attendendo un incontro con qualche animale. Niente. Prendo coraggio e sposto un sasso. Resto a bocca aperta!

Da terra si innalza formandosi una grande bolla di sapone.
Veste i colori dell’autunno, del cielo blu della cima, si trasforma, cambia aspetto in forme belle e seducenti; ride, mi guarda divertita.
Profuma di erba secca, di mugo e roccia. Poi ancora di pioggia estiva in un bosco di abeti. Si allarga a comprendere tutte le cime visibili e le mostra facendomi riconoscere rilievi saliti e non.
Come in uno schermo passano immagini di amicizia vera e di ragazzi legati alla vita su di una via in montagna, poi corde e moschettoni al sole, serpentine perfette su distese di polvere bianca.
Alzandosi in aria, tra strane acrobazie, mi saluta e si allontana in un lampo verso il Sernio.

Incredulo capisco che il Ranch stamattina ha girato verso Lanza seguendo le “sue” indicazioni e che mi toccherà andare a cercarla dalle parti del Sernio la prossima volta.

Ero lì, ad un passo dal prenderla e imprigionarla nello zaino, ma è meglio lasciarla libera di volare sopra le montagne.
Alcuni la chiamano “libertà”, “spiriti dell’aria”, “divertimento”, altri non sanno neppure definirla.. Io rientro tra questi ultimi.
So solo che è una cosa tanto bella quanto esclusiva e non condivisibile..
Che sappia chiedere scusa a mia moglie se così spesso la tradisco con lei?

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Redazione altitudini.it autore del post

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60 commento/i dai lettori

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  1. mirko il8 ottobre 2012

    Braf pup!!!Mandi

  2. Stefano il3 ottobre 2012

    L’andare in montagna da soli non è condiviso da tante persone. Quando sei lì, solo con te stesso immerso nella natura, o sulla cima di una montagna, riesci a vivere emozioni e sensazioni che probabilmete non riesci a vivere da nessun altra parte. Tu le hai vissute, e sei riuscito a renderci partecipe con questo bel racconto.
    Bravo Omar.

  3. Xhul il3 ottobre 2012

    Bravissimo… varamente un bel racconto!!!

  4. Marco il3 ottobre 2012

    molto belle!

  5. max il3 ottobre 2012

    bravo Omar!

  6. cac il3 ottobre 2012

    sei sempre il solito… complimenti!

  7. tolmezzotest il3 ottobre 2012

    Piacevolmente onirico, dalle atmosfere velate e fantastiche…in fin dei conti eri in mezzo alla nebbia. le foto non sono male, ma si poteva osare qualche inquadratura piu’ originale.

  8. Emiliano Di Gion il2 ottobre 2012

    Omar complimenti come sempre, grande Alpinista, Alpino e conoscitore dei nostri bellissimi monti!

  9. Federico il2 ottobre 2012

    Trasmette serenità , complenti

  10. albert il2 ottobre 2012

    5 minuti di completo trasporto. questo è l’effetto che mi ha fatto questo racconto.
    per un attimo, dalla mia postazione computer, mi sono ritrovato immerso in montagna.
    complimenti all’autore, ho apprezzato molto alcune descrizioni dei colori e delle atmosfere che trovo solo in montagna e che difficilmente si possono trascrivere con parole.
    il racconto poi esprime un sentimento nobile di attaccamento alla montagna dell’autore ed alle amicizie che qui hanno un valore diverso.
    molto bello

  11. Pietro il28 settembre 2012

    Bravissimo Omar!!! leggere il tuo racconto mi faceva rivivere le emozioni della montagna quando ci vai da solo… e poi scrivi della felicità: mica roba da poco, pochi ormai hanno il coraggio e la capacità di farlo! ;)

  12. Valter il28 settembre 2012

    Belle emozioni, traspira passione pura. Bravo

  13. sim sala bim il28 settembre 2012

    Onirico, a proposito… Auguri

  14. permafrost il28 settembre 2012

    Auguri

  15. Marco il27 settembre 2012

    che dire…. complimenti davvero!!

  16. pino n il27 settembre 2012

    complimenti,un racconto bellissimo :D mi ha fatto sognare per un momento :)

  17. matilda il27 settembre 2012

    bravissimo è bellissimo ^^

  18. Christian il27 settembre 2012

    Complimenti, bel racconto!!

  19. escursionando il26 settembre 2012

    Complimenti.Bellissimo Racconto. Buona Montagna e Felice Vita da Dorino.Mandi

  20. alvise il26 settembre 2012

    bulo vecjo [*commento non valido al fine del voto*]

  21. vale il26 settembre 2012

    che sogno!

  22. katia il26 settembre 2012

    conosco bene quella bolla chiamata libertà…è qualcosa di irrinunciabile..bella descrizione…bravo.. ..

  23. Valentina il26 settembre 2012

    Complimenti Omar, davvero un bellissimo racconto!

  24. kali filippino carnico il26 settembre 2012

    Complimenti!! Davvero un gran bel racconto!! Letto tutto d’un fiato :-)

  25. Claudio Cuzzi il26 settembre 2012

    amazing!!!!! – [*commento non valido al fine del voto*]

  26. Alessio P. il26 settembre 2012

    Bellissima!!!! :) bravo

  27. Kerry82 il26 settembre 2012

    Vedrai che tua moglie capirà! O forse è con lei che tradisci la montagna/libertà….chi lo sa! ;)

  28. David Casanova il26 settembre 2012

    Bravo, questo tuo scritto ti fa vivere le emozioni che solo chi ama la montagna può conoscere. Luci e profumi che si mischiano in noi…che ci fanno sentire parte diel tutto.
    Ottimo.

  29. cristina il26 settembre 2012

    Ottimo lavoro!!! :)

  30. Dudy il26 settembre 2012

    BELLO! BRAVISSIMO OMARUT!

  31. Michele il25 settembre 2012

    Onirico. Sarà per la nebbia… o forse l’aria… o forse per il bisogno di sognare che porta alcuni di noi a salire, cercando la solitudine…

  32. D'Orlando Nedi il25 settembre 2012

    Bellissimo !!!!!
    Bravo Omar !!!

  33. soccorsoalpinoforniavoltri il25 settembre 2012

    :-)

  34. Desy il25 settembre 2012

    Davvero emozionante!

  35. Andrecosmico il25 settembre 2012

    Cavoli!!!Grande Omar!!!Veramente molto bella. Questo racconto è da stampare e far sognare i bambini….dato che tanti non sanno più come si faccia.
    mandi

  36. Elena M. il25 settembre 2012

    Grande Omar!! Continua a scrivere entusiasta dei nostri monti.. così che tutti noi possiamo condividere questa grande passione!
    Per chi può frequentarla meno troverà in te un luogo dove rifugiarsi e sognare le sue prossime avventure..
    Per chi è più pigro invece, tu hai sempre nuovi stimoli!
    E da chi ti legge.. per ciò che fai.. un enorme grazie :-)

  37. Vittorio il25 settembre 2012

    Gran bel racconto!

  38. Alex il25 settembre 2012

    Bel racconto!!

  39. Pierluigi il25 settembre 2012

    Bellissimo! – [*commento non valido al fine del voto*]

  40. Mauro C. il25 settembre 2012

    Sempre in alto Omar

  41. Scintilla il25 settembre 2012

    Fat cjoche la sere prime eh???scherzo…bravo presidente…

  42. claudio Schiavon il25 settembre 2012

    simpatico e singolare. Bel racconto. ciao. Claudio

  43. Lidia il25 settembre 2012

    Coinvolgente…complimenti

  44. linda n il25 settembre 2012

    per un momento pensavo di essere immersa nella natura! bellissimo!! ;)

  45. Alberto il25 settembre 2012

    In Aip aleggiano sempre gli spiriti dell’aria, bravo Omar.

  46. Bepi il25 settembre 2012

    Ma sei un poeta… chi l’avrebbe detto. Bravo!!!

  47. Sergio il25 settembre 2012

    Bellissimo! davvero bravo Omar!!

  48. Barbara il25 settembre 2012

    Un poeta!! Bravo Omar!!

  49. Marco il25 settembre 2012

    Splendido come sempre…gran compagno di avventure e sempre pronto a dare una mano a chi è in difficoltà tra le nostre valli.

  50. Faby il25 settembre 2012

    Carnia forever!

  51. GDF il25 settembre 2012

    Bello, Poesia pura!
    Mi fai venire nostalgia della Carnia ;-)

  52. Ema il25 settembre 2012

    Bravo Omarut, mentre leggevo ho camminato con te :-)

  53. Gigio il25 settembre 2012

    e bravo Omarut!!!!!

  54. Leodiraveo il25 settembre 2012

    Bella, bravo Omar. Che pazienza ste mogli :-)

  55. Barbara il25 settembre 2012

    molto poetico…

  56. Letizia il25 settembre 2012

    Bel giro! E il racconto fa sognare.bravo!

  57. Elisa P il25 settembre 2012

    Bello!! E bravo Omar!!!!!

  58. MANUEL il19 settembre 2012

    BELLISSIMA COPARI

  59. gian il19 settembre 2012

    bello!!!

  60. omarut il18 settembre 2012

    Bello e basta :-)

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